Non perdi

Non perdi

Annunci

Hanno detto

hanno detto non è un gioco, è proibito giocare
hanno detto non si può dar ragione a chi ne ha da vendere
hanno detto chi cazzo è, non sa vendersi
hanno detto non sei tu che paghi, non sei tu che critichi
hanno detto non contrastare chi gestisce l’affare
hanno detto scrivi a comando, blandisci
hanno detto dopo un punto fermo ci va una maiuscola
hanno detto troppo lunga, hanno detto sfronda
hanno detto troppo corta, troppi aggettivi, la metrica
hanno detto prosastica, e hanno detto reitera,
hanno detto oh l’ anafora! hanno detto è un ossimoro
hanno detto il ritmo è spezzato, hanno detto è descrittiva
hanno detto è metafora, hanno detto troppo narrativa
hanno detto non suona, ricuci, ragiona
hanno detto riduci, colpisce hanno detto
hanno detto ti voglio più assertiva
hanno detto ma è barbara, è dada, è un haiku
dài, scrivi un sonetto! hanno detto strambotto
hanno detto è dialetto, cazzeggi, le virgole!
hanno detto anche senza dire, senza parere

a chi ha detto rispondo che ho scritto
che ho fatto che ho detto
solo ciò che volevo

Il mio primo giorno di scuola

Giocano a trasformarsi in farfalle
ma galoppano come puledri
strisciano come serpentelli
o se ne stanno in un angolo

ruggiscono come leoni
– ridono ad ogni magia –
o hanno paura dell’eco, in palestra.

Soffrono, per la mamma
che non vede l’ora di andar via
e lasciarli da soli; chiamano zia
la maestra, quando sono orfani
e non hanno l’astuccio nuovo
o lo zaino delle tartarughe Ninja.

Si avvicinano e ti toccano
per allacciare il loro cuore
al tuo. Vogliono scrivere,
chiedono che appaia un sorriso
sul foglio riempito a fatica
di segni compìti o arruffati.

Si presentano a Pulcinella e Carmela,
poi staccano loro il collo per troppo
amore (le marionette di Francesco:
che lui non sappia, mai! ) …

Scrivono un nome,  riempiono
di colore un benvenuto; aspettano
che arrivi il proprio turno
per avere attenzione. O scalciano,
perché non hanno ancora imparato.

Stanno in silenzio perfetto
se racconti loro una fiaba.
E quando sono stanchi si chiedono
se la mamma, se il nonno
se la zia verrà, se il pulmino verrà,
se qualcuno verrà … e ti chiedono
– Ma tu lo sai dove abito io?

Poi fanno il treno in doppia fila indiana
per andare via

i bambini, il primo giorno di scuola.

N.d.A. Scritta nel settembre 2006, al termine della mia prima giornata scolastica coi bimbi di prima, e dedicata oggi a quei bimbi, che ho avuto la fortuna di accompagnare lungo il loro percorso nella scuola primaria, che si è concluso venerdì scorso. Il loro primo giorno di scuola fu anche per me un giorno emozionante: intenso e indimenticabile come lo sono sempre tutti i primi giorni delle storie  importanti.
(giugno 2011)

10. La lettera

Nei cassetti del comò della nonna non ci stavano che vecchissime lenzuola ingiallite, con le balze di lino sfilato in modo da formare disegni di foglie, grappoli d’uva e angeli.
Ogni tanto zi’Assunta gliele mostrava tutta orgogliosa, e le cuntava che quei capolavori erano solo una piccola parte del suo corredo di sposa e che molti di quei ricami li aveva fatti lei con le sue mani quando era zita. Continua a leggere

9. La Storia è fatta di cunti più grandi

Nella scuola elementare Maruzzella incontrò le storie che sapeva la maestra Anna Palazzina e quelle che erano chiuse nei libri di lettura e nei sussidiari.
Alla maestra non c’era bisogno di spiare nulla, che quella veniva pagata per insegnare tutto ai bambini, e a scuola ci andava per fare soltanto questo.
La Palazzina, pensava Maruzzella, aveva il dovere di cuntare e spiegare ogni cosa.In brevissimo tempo, grazie all’arte e all’amore di quella vecchia maestra, imparò a leggere e a scrivere; ed erano due abilità prodigiose che le vecchie Sarachèlle non tenevano e che Luisa, sua madre, aveva quasi del tutto dimenticato. Alla creatura pareva già un miracolo avere imparato a leggere. Le parole non erano più soltanto dette e ascoltate: si facevano vedere e stavano là sulle pagine, stampate per sempre. Che se lei era stanca e la sera si addormentava sui compiti da fare, il giorno dopo le ritrovava uguali a come erano il giorno prima!

Continua a leggere