Poesia da poltrona

Ezra Pound era di poco più giovane di mia nonna Teresina
ma è morto molti anni prima di lei. Mia nonna non si è mai mossa
da Largo del Rosso, a parte la volta che si è rifugiata a Qualiano
per sfuggire al vulcano che si diceva sarebbe sorto
nel porto. Ezra Pound invece è morto dopo aver viaggiato
a più non posso, ma senza aver mai visto mia nonna,
Qualiano e Largo del Rosso. Viaggiare, per paradosso
a Pound ha abbreviato la vita e negato una conoscenza.
Mia nonna non l’ha saputo. In entrambi i casi l’ignoranza
è stato il classico dono della Provvidenza, suppongo.

‘A cummara ‘Ntunièlla

La chiamavano tutti ‘Averzàna, perché era nata ad Aversa presumibilmente, ma per Maruzzella era solo ‘a cummara ‘Ntuniella. Delle sue origini, come della sua gioventù, non sapeva nulla. Che lei l’aveva conosciuta già così: una vedova con la faccia segnata da una ragnatela di rughe sottili, due schegge di cielo azzurro conficcate negli occhi, e nell’azzurro i resti di una bellezza lontana.Ogni tanto una crisi del suo misterioso male le rovesciava le iridi altrove, oltre le palpebre spalancate. Allora i suoi occhi erano bianchi e ciechi, e bianca era la schiuma che le colava dagli angoli delle labbra. Dopo ogni crisi restava come inebetita per giorni, persa in quell’altrove in cui nessuno era ammesso ad entrare.

Continua a leggere

13. Di come Scarrupiéllo mise la testa a posto.

Ora, se c’era un fatto che non aveva bisogno di conferme, agli occhi di Maruzzella, era che il matrimonio tra i suoi genitori fosse uno dei più riusciti al mondo.
Era così il matrimonio perfetto; così lo avrebbe voluto anche lei, quando fosse cresciuta. A distanza di quasi trent’anni e dopo averne passate di cotte e di crude, loro due erano infatti ancora contenti e affiatati. A Vicienzo con gli anni la voglia non era passata, a Luisa nemmeno, e perciò continuavano a far l’amore spesso e volentieri, ma sempre quando i figli piccoli dormivano e dopo che Teresa, la più grande, era andata a casa della nonna. Per farle compagnia, ma pure perché sennò si sarebbe troppo scandalizzata.

Era stato a causa del continuo praticare che avevano messo al mondo la bellezza di otto figli, dei quali due morti da piccoli con grande strazio di Luisa; e che, tra un figlio e l’altro degli otto messi al mondo, ne avevano concepiti altri due che non avevano fatto in tempo a nascere. Continua a leggere

12. Ciò che Maruzzella seppe dai cunti di Vicienzo

Però Maruzzella non era una che si arrendeva.
Perché Teresa non aveva voluto dirle di più? E che significava che zi’ Nannina era una malafemmina?
A chi poteva spiàre, ora che la nonna era morta e che zi’ Assunta per il lutto aveva smesso di gorgogliare risate e di soffiare cunti dalla bocca ? Continua a leggere

11. Zi’ Nannina e i fascisti

Di zi’ Nannina esisteva un ritratto tra quelli delle buonanime sul comò della nonna. Una copia dello stesso ritratto era sul comò di zi’ Filumena accanto a quello della buonanima di zi’ Mamèla, e un’ altra era sul comodino accanto al letto di Luisa, la madre di Maruzzella.
Zi’ Nannina in quel ritratto stava in piedi accanto ad una bella pianta poggiata su una bassa colonna di legno. Era vestita di nero e aveva i capelli scuri raccolti dietro la nuca. Nella foto sorrideva, però a bocca chiusa, e a Maruzzella pareva che avesse lo sguardo assai triste. Continua a leggere

10. La lettera

Nei cassetti del comò della nonna non ci stavano che vecchissime lenzuola ingiallite, con le balze di lino sfilato in modo da formare disegni di foglie, grappoli d’uva e angeli.
Ogni tanto zi’Assunta gliele mostrava tutta orgogliosa, e le cuntava che quei capolavori erano solo una piccola parte del suo corredo di sposa e che molti di quei ricami li aveva fatti lei con le sue mani quando era zita. Continua a leggere