31 dicembre 2016

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Ad un figlio di Troia

Procida e Ischia viste dalla spiaggia di Miliscola, Campi Flegrei
Procida e Ischia viste dalla spiaggia di Miliscola, Campi Flegrei
Veduta di Capo Miseno dalla spiaggia di Miliscola, Campi Flegrei
Veduta di Capo Miseno dalla spiaggia di Miliscola, Campi Flegrei


La poesia è stata inserita nel catalogo della mostra di dipinti dell’artista flegreo Vincenzo Aulitto sul tema “Miseno”, ispirato al promontorio che prende il nome dal mitico trombettiere di Enea, morto, secondo la leggenda, nelle acque del golfo di Pozzuoli (episodio che Virgilio inserisce nel sesto libro dell’Eneide, vv.226).

Miliscola

‘u sole mætte
‘u sole se sœse

nuje simmo tèrre
ca ‘nt’ ‘a scuràta
tornano â casa

Miliscola

1.

Perché m’incanta così tanto
questo mio mare domestico?
Le scura rena lambita dall’onda
pare risponda: “Perché lo conosci,
perché ti conosce. Ti ri-conosce.”
E sciabordando di spuma risacca
pare annuire tranquillo, il mio mare.

2.

Rosa cipria del cielo
col nero di scogliera
spiaggia di Miliscola
ultimo dì di marzo
– anno duemiladodici –
sul fare della sera.

Traduz. dei versi in dialetto puteolano
Il sole cala, il sole si leva. Noi siamo terre che all’imbrunire tornano a casa.