Ma tu lo sai cos’è un gatto?

Ma tu lo sai cos’è un gatto? Lo sai com’è fatto?
Ci hai mai giocato, lo hai rincorso, afferrato?
E ci hai parlato, lo hai accarezzato, magari contropelo
hai fissato i suoi occhi di cielo, col sole, col buio, col gelo
ti ha messo paura? E hai mai sentito i suoi artigli
nella pelle, e come ronfava d’amore, vero, quando
tu esattamente facevi quel che lui voleva?
Perché altrimenti non lo saprai disegnare, nemmeno
se io te lo spiego – un cerchio grande di sotto, e sopra
un cerchietto, due piccole orecchie appuntite, poi gli occhi
il nasino, e i baffi la coda le zampe – sembra tanto facile
ma quello che ne verrà fuori, per quanto tu faccia
per quanto tu provi, non sarà il tuo gatto.

Io e la Befana

  1. COMUNICAZIONE ASSENZA

La Befana s’è ammalata
ha la nausea e la diarrea:
vuol guarire -non ne hai idea!
ma è un tantino rassegnata.
Si dimette qui dal compito
rinunciando ad ogni incarico:
visto che c’ha pure il vomito
resta a letto con rammarico.

  1. CERTIFICATO MEDICO

M.me Lora Befana ha le ossa rotte
l’utero molle e le braccia decotte
ha una sindrome dolorosa da emorroidi
l’emicrania, un ascesso e le adenoidi.
Ha una nausea che a tratti si presenta.
Le prescrivo pertanto giorni trenta
di riposo completo e di abluzioni.
In fede,

dott. Salvo Complicazioni

 

  1. RICHIESTA DI SUPPLENZA

– Pronto, parlo con la Befana aspirante supplente n.1 della graduatoria BEFANE PRECARIE?

– Ehm… Lei chi è? Si qualifichi!

– Salve, scusi se la importuno, sono la Befana a Tempo Indeterminato iscritta all’ordine delle Befane di Pozzuoli City, codice n.345vx.

– Salve, scusi Lei, ma sa …di questi tempi, la prudenza non è mai troppa. Comunque sì, sono io, mi dica …

– Avrei bisogno di una supplenza per l’intera nottata: lei è libera o già impegnata?

– Ma che ore sono? Mi sono appena svegliata …

– Etciù!! Mi perdoni … sto malata. Sono le ore 18:59 …

– Oh che piacere, allora dev’esser sostituita! Mi creda: non ci speravo più! Sa … a quest’ora sono ancora Libera, liberissima … Nonostante sia la prima in graduatoria ed abbia già molti anni di precariato sulle spalle – sob, snif, chitèstramuòrt, ehm …- scusi, sa, ma sono adirata … Comunque no, nessun’altra Befana Titolare m’ha chiamata.

– Bene, allora le affido l’incarico. La sua tariffa?

– Pagherà un tanto al chilo. Quanti chili?

– Diciamo un sett’etti …

– Eh, ci vuole la calcolatrice! Comunque, guardi, per sett’etti netti resto a casa. Fa freddo, ho la scopa gelata … per sett’etti netti non faccio mica la nottata!

– Suvvia, faccia il piacere, ci metta pure la maggiorazione. Turno di notte, festivo: quanto fa? E il Liquido antigelo, se occorre.

– Occorre. Corro subito a comprarlo. Dov’è che devo venire?

– Ma non mi ha detto quant’è! Etciùù!

– Trattativa privata, vis à vis, richiesto pagamento in contanti, trattamento economico, vengo da Lei e ci accordiamo. Ah, il contagio vale una tripla prestazione: metta la mascherina!

Clic.

(2017)

Cani

Toto

Voi umani chiudete porte o le aprite
: avete mani a pollici opponibili, che usate
per separare spazi, a vostro piacimento.

Noi cani abbiamo zampe per correre
per segnalare che una palla è nostra
per indicare scatole, che avare custodiscono
tesori a noi preclusi, chiedendo l’elemosina
di un gesto – la lingua sempre pronta a baciare –
di una carezza, e siamo sempre eternamente
grati
quando del nostro amore vi accorgete

quando del vostro amore                        date segno.

Litania puteolana

Stóncö stancä*

m’abbruciä nu ciancö
më cioncö e më stèngö
chiù fammä nu’ ttèngö.
Mo ‘a vèstë j’ ‘appèngö
‘a fruttä ‘nt’ ‘a räóngö
â festä nu’ bbèngö
më vac’ a cuccà

chiù nu’ mmë ‘ncuità!

——

*stanca: licenza poetica. nel mio dialetto direi ” Stónc’ accésä ”

Traduz. Sono stanca/ mi brucia un fianco/mi paralizzo e mi stendo/non ho più fame./Ora appendo la veste/ non ti do la frutta/ non vengo alla festa/vado a coricarmi/ più non mi seccare!