riappropriarsi della lentezza

qualche città che m’aspetta anche se non parto

EROSPEA

riappropriarsi della ‘lentezza’; sia essa un rapido percepire d’azione; sia un ritmo lento, quel motivetto lento che hai sempre cantato; sia una serpe che srotola/avvolge danza tra le scapole la spalla il petto  l’asola a poppa  il finito basso immenso, come certi corpi in capo al mondo; e il capo è qui, senza scrollo, che lentamente sveglia una realtà d’ascolto; questo piccone di buon ora (nel deserto senza dune, ma le spalle…); il silenzio di partenze dell’estati in convenzione; qualche città che m’aspetta anche se non parto, la distanza che non passa, tra me e il cosmo, il caos lento, quel motivetto lento, che cantavo, (e canto) tra le scapole, a fior di pelle…

“volevo solo starmene adagiata in un angolo di cosmo” – stamane –

d°’

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