Arca gialla per occhi scugnizzi

Disegno un’arca gialla sopra un foglio bianco

(mentre tu – occhi scugnizzi- abbronzato,
a piedi scalzi mi fissi da una foto)

Nella mia arca ci metto, per primo
un asino che raglia anche di notte.
Nottambulo animale (chi l’avrebbe mai detto!)
perciò stesso simpatico. E poi ci faccio
salire a spinte la ciarliera civetta,
che fa da prima voce tutto il tempo,
nel campo, sotto la mia finestra.
Non si lamenta, no, ché non mi pare.
Invece sempre più spesso mi addormenta
con una baraonda musicale. Dunque l’ammetto.

Salgano pure il gatto e il cane, insieme.
Li voglio entrambi e spero sia un successo.
Litigarelli, è vero, e in genere lontani, tra loro.
Ma, nella notte mia, sovente i due si amano
con gioia. Questo cancella ogni dubbio.

Quindi, la tortora disegno col suo canto.
Monotono trisillabo assillante,
nell’arca dei miei sogni ci sta bene,
a far da sfondo. Diurno, ne convengo
ma non fa niente.

Dipingo infine un cielo bicolore.
Faccio la notte e il giorno, la luna
e il sole. Sotto l’arca ci metto tante onde
e le coloro di tutto l’incanto di cui sono capace.
L’ancora no, non mi piace, quella non la disegno.

Adesso tutto è pronto, se tu vuoi. E tutto inizia.
C’è un’arca gialla un poco strampalata, piena
di tutti i mondi che ho sognato – tanti davvero.
E vuole solamente navigare – e poi approdare –
magari far naufragio, dentro gli occhi tuoi.

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3 pensieri su “Arca gialla per occhi scugnizzi

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