Dalle rive

5.

‘senti qua …’. [un palpito
stantuffa sangue nelle vene. caldo.
e fiotta il sale di un dolore antico
lungo ignote correnti. innominate ]
e quelle colmano gli argini degli occhi
intanto che palpebre e ciglia si tendono
nell’ atroce sforzo di contenerle. cede
per un appena la voce. articolando
un ‘non importa …’.

attimi.

[l’intera vita, sai
è tutta appesa ad attimi
di angoscia, o a sprazzi
di smemorata gioia.
e dire che per caso,
per errore, o per scelta,
avrei potuto non rispondere.
l’intera vita, sai
è tutta appesa a scelte.]

quelle che poi non tracimano.
restano lì accucciate
sulle rive.

1.

cosa debba suggerirmi, questo foglio
bianco, non so. nulla, probabilmente.
perché nulla più si muove, in questo
muscolo corrotto che chiamano cuore.
nulla di nulla, niente più. si muore.

2.

in una goccia di olio di sandalo
ho intinto un polpastrello
quindi ho strusciato l’indice, lentamente
sulla pelle dei polsi. dopo ho annusato
e sì, avevo un buon profumo.

non provo che silenzio, adesso.

3.

alle tre passate, pensavo
il mondo è disteso a letto. dorme
chi si agita tra le lenzuola. dorme
chi si lamenta nel sonno. e forse russa
chi dorme. acciambellato nella cuccia
anche il cane.

4.

e poi c’è questo … non mi viene la parola …
questo lontano abbaìo che si trascina
da ore, lamentoso. e d’improvviso s’acquieta.

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