A Macondo

Quieto pomeriggio di settembre
in un grande cortile di paese.
Nell’aria , impalpabile velo
la noia si stende.
Brevi, i voli dei colombi
nel cielo senza nubi.

**
( sono un filo d’erba, io
sono una nuvola del tramonto … )

– 1977

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E basta

E basta
l’odore di legna tagliata
della pioggia, all’uscio esposto
dell’inutile tana di una volpe
forse acquattata sul fondo,
ancora, su cuccioli invisibili,
e al trillo di un minuscolo
minuscolo uccello. Le piume
bianche alla gola fremono
di gioia, mentre coraggioso
canta e si mostra a chi passa
e lo ascolta, rapito. E basta

il lieve, tormentato incanto
di un mondo che si asciuga
all’erba falciata di netto
come agli sterpi morti
e a questo cumulo di pietre
senza importanza, che era vita
prima. Basta, ciò che resta
di pulcini nei nidi, al merlo
che fruga tra i rovi, al cane
che uggiola e annusa. E basta
un istante di pace, al dolore
dell’acqua caduta, alla soffice
pausa di perla della luce.

(18 aprile 2004)