‘A cummara ‘Ntunièlla

La chiamavano tutti ‘Averzàna, perché era nata ad Aversa presumibilmente, ma per Maruzzella era solo ‘a cummara ‘Ntuniella. Delle sue origini, come della sua gioventù, non sapeva nulla. Che lei l’aveva conosciuta già così: una vedova con la faccia segnata da una ragnatela di rughe sottili, due schegge di cielo azzurro conficcate negli occhi, e nell’azzurro i resti di una bellezza lontana.Ogni tanto una crisi del suo misterioso male le rovesciava le iridi altrove, oltre le palpebre spalancate. Allora i suoi occhi erano bianchi e ciechi, e bianca era la schiuma che le colava dagli angoli delle labbra. Dopo ogni crisi restava come inebetita per giorni, persa in quell’altrove in cui nessuno era ammesso ad entrare.

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