di(s)concerti

Notturno
Notturno

Come
irripetibili
– su fogli righe
pentagrammi –
melodie parallele
e
digitate voci differenti
che
s’intrecciano
si fondono
si scontrano
in polifonica         (s’allontanano)
cacofonia

Ronza
avvitata sullo sfondo
un’unica nota continua
e attraversa ere
scompone spazi frantuma
sorda e senza nome      (continua)
all’infinito dolore in crescendo

sorda
sorda
sorda

lanciata oltre l’udibile

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‘A cummara ‘Ntunièlla

La chiamavano tutti ‘Averzàna, perché era nata ad Aversa presumibilmente, ma per Maruzzella era solo ‘a cummara ‘Ntuniella. Delle sue origini, come della sua gioventù, non sapeva nulla. Che lei l’aveva conosciuta già così: una vedova con la faccia segnata da una ragnatela di rughe sottili, due schegge di cielo azzurro conficcate negli occhi, e nell’azzurro i resti di una bellezza lontana.Ogni tanto una crisi del suo misterioso male le rovesciava le iridi altrove, oltre le palpebre spalancate. Allora i suoi occhi erano bianchi e ciechi, e bianca era la schiuma che le colava dagli angoli delle labbra. Dopo ogni crisi restava come inebetita per giorni, persa in quell’altrove in cui nessuno era ammesso ad entrare.

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Dove andare quest’oggi a pescare parole perdute?

Dove andare quest’oggi a pescare
parole perdute, mio amore?

E che fare del tempo che avanza
di questa distanza che uccide
finanche il dolore di te?
Di te che sorridi da solo
di fronte ad un occhio che, muto
ti scruta la notte. Di te, che nel buio
saluto: “A domani… no, aspetta
ancora un minuto…”

Ma intanto qui il vento è un lamento
continuo, mio amore, che solo
potresti inchiodare il suo urlo
finirlo… Che stupido vento!
Non smette la notte e fa il pipistrello
mi sbatte nel petto, mi frulla
con ali-membrane di morte…

Il sonno poi viene, ma tardi
a chiudere piano
quegli occhi che baci nel sogno.
Annaspo, ma poi mi rassegno.
Si placa il dolore
buon segno: ci penso domani

e domani è lontano …

Dove andiamo quest’oggi a pescare
parole di sole, mio amore?

*
*
*

Note:
Composta nel 2002, pubblicata su scrivi.com (credo nel 2003) e su liberodiscrivere (nel 2004). Inserita nell’antologia “Navigando fra le parole”, vol. 6 ed. Il Filo