Notte di San Lorenzo, a pesca di saraghi

Sembra far  la civetta, stanotte
l’acqua di mare con la chiglia
del gozzo.

Calma di vento, borbottìo del motore

Liscia, la pelle nera del mare:
sotto fa uno sciacquio, un glagla
e poi un sommesso ploplop
un quieto sciabordìo
che sembra ridere appena.

Tutto il resto tace nel porto

Tirati su per l’amo, con arte
salgono lenti i saraghi alla morte
danzano chiari, rassegnati, nel fondo
ché antica è l’arte, senza scopo
la danza, di esasperata lentezza.

Non fa freddo

Intanto Lei aspetta, tranquilla
e luccica beffarda nel secchio:
occhi di vetro restan fissi sul cielo
le pinne aperte come inutili ali,
sussultano, prima di arrendersi.

Però, che strano

Sembra far la civetta, stanotte
l’acqua di mare con la chiglia
del gozzo.

Nella foschia si sono perse le stelle

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3 pensieri su “Notte di San Lorenzo, a pesca di saraghi

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