Il drago di Falqwitt

Nel paese di Falqwitt, ridente paesello appollaiato in una valle tra i monti Hoodwatt, viveva una volta un drago senza nome di colore giallo paglierino.

Aveva il corpo ricoperto di bolle verdi e una cresta blu che correva dalla testa a triangolo alla punta della coda. Due piccoli occhi rossi e un paio di corte ali da pipistrello completavano il quadro di un essere spaventoso, che avrebbe potuto essere senza dubbio il personaggio perfetto della più orribile delle fiabe.

Avrebbe potuto, dicevo, se la natura non gli avesse tirato il peggiore degli scherzi: il drago di Falqwitt misurava appena venticinque centimetri di lunghezza, se calcolati quando si stiracchiava al risveglio, cioè nel momento della sua massima estensione.

Come tutti quelli che nascono davvero brutti e sono per questo poco amati, e come tutti quelli che non possono compensare la bruttezza con una forza erculea e dimensioni rispettabili, il drago aveva sviluppato un carattere a dir poco complicato.

Era irascibile come un tirannosauro a cui fosse stato pestato un callo, sospettoso come un gendarme con trent’anni di mestiere sulle spalle, litigioso come un gallo alla vista del rivale di pollaio, misogino come ogni drago che si rispetti. Però, al contrario di tutti i draghi di cui si ha notizia, si guardava bene dal mettersi in mostra e dal tentare imprese eclatanti, tipo incendiare il paese o rapire principesse indifese a scopo di estorsione. Anche per questo motivo, probabilmente, non aveva mai provato a liberare tutta la potenza della sua fiammata.

Fino al giorno che fu avvistato da Taruzzella Der Haqwott, la bellissima figlia del maniscalco del paese, a Falqwitt nessuno si era mai accorto della sua presenza e nessuno credeva nell’esistenza dei draghi. E, siccome era riuscito subito a nascondersi mentre la fanciulla, dopo averlo fissato dritto negli occhi per la frazione di un secondo, gridava e sveniva a fasi alterne a causa di un misto di orrore e di incantato stupore, ancora adesso a Falqwitt tutti pensano che i draghi esistano soltanto nella fantasia delle persone impressionabili.

Incredibile, vero? Ed infatti io vi consiglio di non credere a quello che ho raccontato. Se vi capitasse di andare a Falqwitt, non fate parola a nessuno di questa storia o vi prenderanno per matti!

(Per chi non crede finisce qui. Per gli altri no, continua …)

…Se non siete matti e pensate di non essere impressionabili, ma credete comunque nell’esistenza dei draghi, allora potreste rischiare il tutto per tutto e provare ad intervistare la bella Taruzzella. Lei potrebbe confermarvi che sì, i draghi esistono, se riusciste a farglielo ammettere. Ma siate attenti alle domande. E, soprattutto, attenti alle risposte! Dal giorno dell’avvistamento la ragazza è diventata un po’ strana: anche un soffio di vento la spaventa… figuratevi una parola sbagliata!

-Signorina, è vero che nella bottega di suo padre una volta le è apparso un orribile drago?

-Ma lei chi è? chi la manda?!

-Nessuno. Sono solo un tipo curioso.

-Un tititì-popo cucù-rioso?! Il dradrà-gogooo…Ratta-ratta-rat (questo è il rumore dei suoi denti che sbattono) …

 

-Babà-bbobbo! BABA’-BBOBBOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO!!

…Ecco, siete contenti? L’avete terrorizzata! A questo punto scansatevi, prima che la sua fiammata vi raggiunga e che di voi non resti altro che un mucchietto di cenere e carbone…

Annunci

2 pensieri su “Il drago di Falqwitt

  1. Sei sicura che quello di ” venticinque centimetri di lunghezza, se calcolati quando si stiracchiava al risveglio, cioè nel momento della sua massima estensione.” fosse un drago? Dalla reazione di Taruzzella: ” gridava e sveniva a fasi alterne a causa di un misto di orrore e di incantato stupore” è possibile che fosse altro… 🙂

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...