2. Zi’ Assunta ‘a Turdéja

Due Sarachelle, zi'Assunta e zi' Filumena, con gruppo di pronipoti, ragazzi e bambini del vicolo
Zi’Assunta (delle due vecchie Sarachelle, quella a destra) e zi’ Filumena, con gruppo di pronipoti, ragazzi e bambini del vicolo. La ragazzina coi capelli lunghi seduta accanto a zi’ Filumena sono io, la Maruzzella già cresciuta del cunto.
Zia Assunta, la sorella sorda della nonna, le aveva raccontato invece tutta un’altra storia a proposito del soprannome di famiglia.
-Zi’ Assu’, pecché ve chiammeno Sarachèlla?- le aveva urlato Maruzzella, parandosi davanti alla prozia sdentata e sillabando lentamente ogni parola, affinché quella potesse leggerle sulle labbra.
Maruzzella sapeva che zia Assunta non era nata sorda e che lo era diventata con la vecchiaia; ignorava però che, dopo molti anni, aveva preso a parlare come i sordi che sono nati così, e soffiano la voce dalla gola. Quel parlare di gola, a lei sembrava espressione di un grande talento naturale, tanto che spesso si provava ad imitarla. La zia emetteva solo suoni gutturali e frasi poco articolate, che però la nennella, a furia di esercitarsi nelle imitazioni, riusciva a interpretare senza sforzo.Secondo la versione di zia Assunta, che nonna Teresina sprezzantemente definiva ‘a Turdéja per via della sordità, la gente le chiamava Sarachèlle perché da giovani tenevano il fuoco addosso.
-‘U ffuoco?! E nun v’appicciava?!
A zi’ Assunta si poteva spiare ogni cosa senza paura, perché rispondeva sempre, e quando non rispondeva si faceva una bella risata senza voce, di quelle che piacevano tanto a Maruzzella perché non le sentiva nessuno, e tutto restava un segreto tra loro due, tra una vecchia e una nennella.- Sì, ma non era il fuoco del braciere!! Vo’ dicere che quando ero giovane ero tosta e fresca, e me piaceva zi’ Luigino, eheh…
E zi’ Assunta aveva fatto un gorgoglìo nella gola mentre gli occhi le diventavano piccoli piccoli e le orecchie le scendevano a toccare le spalle, da tanto che si sbatteva, ridendo.
– Ma zi’ Luigino… pur’isso ve chiammava Sarachèlla?
– No, zi’ Luigino me chiammava Vucchélla – aveva risposto la zia con un sospiro – Io e lui ci volevamo bene assaje. Eh… stevemo sempre core a core e… sempre ‘ncopp’u lietto!
E nel dire questo zi’Assunta le aveva dato un pizzico sulla guancia e poi si era baciata le dita con cui l’aveva pizzicata.
– E zi’ Luigino me cantava zitto zitto, proprio qua, dentro queste orecchie che mo sono sorde: “Dammillo, neh dammillo, ‘nu vaso piccerillo… comm’a chesta vucchélla…ca pare ‘nu sciurillo…”

Era stonatissima, aveva pensato Maruzzella senza darlo a vedere, strofinandosi la faccia dove la zia l’aveva pizzicata. “Però Vucchélla, è un bel contranome”, si era detta subito per riprendersi dalla sofferenza provocata dal canto sordo della prozia.

– E vuje?
– E io glielo davo, che putevo fa’?
– E pure la buonanima di zi’ Nannina?
– Rrefrisco e sullievo, chella sta dentro la pace del padreterno da tanti anni! Che c’azzecca la buonanima di mia sorella Nannina cu’ mmé e zi’ Luigino!? – si era stupita zi’ Assunta.
– No, volevo dire… pure a essa ‘a chiammavano Sarachèlla?
– E certo! Era pur’essa tosta comm’ a mmé, a Filumena e a Teresina. Però teneva sempre il cuore contento, non era cicciuvettola come tua nonna e zi’ Filumena.
– E io pure tengo il fuoco addosso?
– Sine, tu pure…Tutte le femmine della nostra famiglia sono nate fuchère. E tu tiene ‘u stesso carattere d’‘i Ssarachèlle, pirciò…’nu juorno te chiammarraje comm’a nuje.

E lo aveva detto ridendo e sguasiando, solo di faccia e senza cacciare la voce; perché, a furia di non sentirsi, non sapeva più ridere normale.

*

A Maruzzella sapere di essere candidata ad acquisire il nomignolo di famiglia non aveva fatto molto piacere. Già si vedeva, vecchia vecchia e senza neanche un dente, col fazzoletto a coprire i micci e un occhio solo! Aveva comunque pensato che, dovendo necessariamente trasformarsi in una Sarachèlla, avrebbe preferito diventare come ‘a Turdéja, che almeno raccontava le sue storie condendole di sorrisi, scherzi e risate; non come la nonna, che se ne stava sempre tutta ingrugnata.

La nonna mai le aveva detto che il nonno la chiamava Vucchélla, e poi passava tutto il giorno a lamentarsi. Invece, la sola occasione in cui zia Assunta si lamentava era mentre si sudava la sua unica cacata settimanale. Allora – chiusa nel gabbiotto di legno sul balcone come una carcerata nel suo carcere – seduta sulla tazza del cesso penava e si spremeva, e si piangeva tutti i morti suoi, che faceva pena a sentirla.
-Anime di tutti i morti miei, aiutatemi!
E preghiere e spremute, spremute e lamenti al cielo, tanto si calmava quando alla fine riusciva a cacciare tutto il durissimo e grandissimo stronzo che si era tenuto nella pancia per una settimana.

La cacata di zi’ Assunta era un vero strazio per tutti: sorelle, nipoti, parenti e vicini. E ognuno nel vicolo pregava i suoi Santi in Paradiso perchè quello strazio finisse, che a sentirla pareva una ciuccia coi dolori del parto. Lei, la Sarachèlla Turdeja, per sua fortuna non si sentiva affatto. Perché è vero che era troppo stitica, ma era pure sorda: così sorda che poteva lamentarsi senza scuorno.

*

Annunci

4 pensieri su “2. Zi’ Assunta ‘a Turdéja

  1. “Fuchèra” dovrebbe essere un sinonimo per “pasionaria”; e non mi sembra un “contrannome” disdicevole. La vicina di casa mia, Teresina, fin da giovane, quando appunto, come segno di accettazione sociale, ti guadagni un soprannome che ti identifica meglio del nome di battesimo, è chiamata ” ‘a sbèrressa”. Il che, ancora oggi, la inorgoglisce o la fa arrabbiare. Tutto dipende da chi glielo dice e dal contesto in cui glielo si dice.
    Grande zì Assunta! La sua sordità, in fondo, è una forma di libertà.
    Eciuccio

    Mi piace

  2. ‘A sberressa è un bellissimo contranome :-)) però dipende da chi te lo affibia, certo. Anch’io conoscevo una donna che si arrabbiava se sentiva il suo contranome di famiglia. Mia madre la chiamava ‘Giuseppina Picciaccuotto’, e siccome io ignoravo che quello non fosse il suo cognome anagrafico, una volta la chiamai “signora Picciaccuotto” e mia madre impallidì prevedendo una sua reazione negativa, che puntualmente ci fu. La signora mi si rivolse contro inviperita: “Come ti permetti?? scostumata!!” :-))

    Mi piace

  3. Da ragazzo, ho sofferto molto perchè “Franchetielle” mi sembrava un “contranome” di serie B..

    C’era “mimin’a ciuccia”; “‘o cuccio”; “o’ trattore”; “‘o musso”; “ricucc’e ‘mbrucegghia”; “fior’o sciarmato, …..
    A me, ed a qualche altro, solo contranomi poco significativi e non rievocativi di una storia unica e particolare.

    Sarà perchè, alle elementari, eravamo più bravi degli altri, sarà perchè le famiglie di appartenenza erano benestanti, sarà perchè qualcuno era figlio di sfollati dalla Napoli bombardata da tedeschi ed americani, i popolani per antonomasia, quelli che, per estrazione e condizione, lo erano e, si intuiva, che tali sarebbero restati, sotto questo punto di vista, ci snobavano.

    In particolare, “Pier’o musso”, il figlio più piccolo di una salumiera povera ed anche malata, mi faceva arrabbiare perchè era uno smargiasso che giocava, però, bene a pallone. Era più grande di me di qualche anno ed, in ragione di ciò, anche prepotente.
    Un giorno mi arrabbiai e gliene contai quattro: “Tu nun faje niente r’a matin’a sera; tu arruobb’o ppane a mammete…..”. Da allora, e fino a che non mi contranom(in)arono “‘o naso”, fui conosciuto come ‘ o ppane”
    Evidentemente, Il frangente che avevvo vissuto come tragico, ai coetanei che asistettevano alla scena, dovette apparire degno di nota. In una parola: Esilarante

    Mi piace

    • Franchetiello era anche il diminutivo del mio fratello maggiore da ragazzo, che adesso però è diventato, in bocca al mio secondo fratello, Leonardo – che è anche inventore di contranomi in virtù del suo ruolo di capopesca e della sua vena artistica da capa sballata -, ‘u zelluso.

      Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...