E’ qui che sono nata, in novembre

Sono nata una notte in un posto incantato, un posto dove il tempo era fermo, e la magia si tagliava a fette. Si chiamava, e si chiama tuttora, Largo del Rosso. Era un luogo pieno di bambini, di giochi, di vecchi che raccontavano storie; era un mondo pieno di gente che parlava. Era un vicolo a forma di cortile, il cui ingresso era nascosto a quelli che non avevano occhi per vedere, ed era come una grande casa per tutti quelli che l’abitavano.

E’ lì che ho imparato la poesia, perché la respiravo. Era nelle voci delle donne che intrecciavano cunti e nenie mentre insieme preparavano conserve; era nelle voci dei bambini, che giocando si tramandavano  filastrocche e conte; era nelle voci dei venditori ambulanti, che lanciavano i loro richiami; era nella musicalità araba  del  dialetto che parlavo e che ascoltavo, ricco di parole per dire ogni cosa. Era nell’aria, nel profumo dei glicini a marzo, nel tubare tranquillo dei colombi, nelle stelle della cintura diOrione(“Quanno accumparene i tre fratielle, allestiteve i capputtielle!”) che annunciavano la fine dell’estate; era nei riti che si ripetevano uguali, segnando il cambio delle stagioni. Era nei colori, nelle forme che assumevano le cose, era il ritmo che mi formava e che mi nutriva di sé.
Da lì sono partita, ed è lì che torno, quando la Poesia mi scorre dentro.

 

 

* racconti

**”Quando compaiono in cielo “i tre fratelli” (le stelle della cintura di Orione) preparate i cappotti!”

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2 pensieri su “E’ qui che sono nata, in novembre

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