<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	xmlns:georss="http://www.georss.org/georss" xmlns:geo="http://www.w3.org/2003/01/geo/wgs84_pos#" xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/"
	>

<channel>
	<title>Largo del Rosso</title>
	<atom:link href="http://mariellatafuto.wordpress.com/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://mariellatafuto.wordpress.com</link>
	<description>la voce delle parole /  il loro suono sgraziato/  manca musica antica/ al conversare giocoso //  il bisbiglìo di parole sussurrate/ nel lontano brusìo della sera/ il calore di una parola vera//  manca</description>
	<lastBuildDate>Sun, 05 Feb 2012 15:51:20 +0000</lastBuildDate>
	<language>it</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.com/</generator>
<cloud domain='mariellatafuto.wordpress.com' port='80' path='/?rsscloud=notify' registerProcedure='' protocol='http-post' />
<image>
		<url>http://0.gravatar.com/blavatar/8d48885284cb9577e67093402e6b7416?s=96&#038;d=http%3A%2F%2Fs2.wp.com%2Fi%2Fbuttonw-com.png</url>
		<title>Largo del Rosso</title>
		<link>http://mariellatafuto.wordpress.com</link>
	</image>
	<atom:link rel="search" type="application/opensearchdescription+xml" href="http://mariellatafuto.wordpress.com/osd.xml" title="Largo del Rosso" />
	<atom:link rel='hub' href='http://mariellatafuto.wordpress.com/?pushpress=hub'/>
		<item>
		<title>6. Le due mogli di zio Procolo e la terza mancata.</title>
		<link>http://mariellatafuto.wordpress.com/2012/02/04/6-le-due-mogli-di-zio-procolo-e-la-terza-mancata/</link>
		<comments>http://mariellatafuto.wordpress.com/2012/02/04/6-le-due-mogli-di-zio-procolo-e-la-terza-mancata/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 04 Feb 2012 13:59:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mariella tafuto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Racconti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://mariellatafuto.wordpress.com/?p=296</guid>
		<description><![CDATA[Accanto al ritratto del nonno Capadàglio, sulla parete erano appesi pure quelli di tre figlie femmine, tutte Sarachèlle mancate perché diventate buonanime da giovani. Oltre a zi’ Mamèla, morta a quarant’anni e dopo più di dieci parti, c’erano zi’ Maria, da cui Maruzzella aveva ricevuto il nome, morta di parto a 23 anni, e zi’ [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=mariellatafuto.wordpress.com&amp;blog=15946458&amp;post=296&amp;subd=mariellatafuto&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div align="justify">Accanto al ritratto del nonno Capadàglio, sulla parete erano appesi pure quelli di tre figlie femmine, tutte Sarachèlle mancate perché diventate buonanime da giovani.</div>
<div align="justify">Oltre a zi’ Mamèla, morta a quarant’anni e dopo più di dieci parti, c’erano zi’ Maria, da cui Maruzzella aveva ricevuto il nome, morta di parto a 23 anni, e zi’ Assuntina, morta a 21 anni mentre era incinta di sette mesi. Nel ritratto, zi’ Maria stava vestita di scuro e teneva il tuppo dietro la nuca e la faccia da zita contegnosa, mentre zi’Assuntina stava vestita da sposa, ancora con la corona di fiori bianchi sui capelli e il velo, come una che non ha tenuto il tempo neppure di togliersi il vestito bianco prima di morire.</div>
<div align="justify"></div>
<div align="justify">Le due buonanime erano tornate al Creatore a distanza di poco tempo l’una dall’altra dopo essersi maritate entrambe con lo stesso uomo, un bravo giovane che si chiamava Procolo.</div>
<div align="justify">La nonna Teresina diceva che aveva voluto assai bene a quel genero. Perciò, alla morte di Maria, per non farlo uscire dalla famiglia gli aveva fatto sposare Assuntina, che però era morta pur’essa mentre era incinta.<br />
Procolo era un bravo giovane, diceva la nonna, e poi teneva un buon posto in cantiere&#8230; E perciò lei avrebbe voluto che sposasse pure ‘Ngiulina, l’ultima figlia che le era rimasta zita. La dote già ci stava, era quella di Maria e Assuntina, e Procolo &#8220;teneva un buon posto in cantiere&#8230;&#8221; e non avrebbe preteso certo una terza dote.</div>
<div align="justify">Doveva essere davvero un bravo giovane, pensava Maruzzella quando la nonna cuntava quella storia. Però era ‘nu poco sfortunato, pensava subito dopo, e se per disgrazia gli fosse morta pure ‘Ngiulina, non avrebbe più potuto sposare nessuna, perché Mamèla e Fulélla, le figlie più grandi della nonna, purtroppo per lui erano già maritate con altri!<br />
Per fortuna di ‘Ngiulina, che all’epoca aveva solo quindici anni, prima di sposarsi per la terza volta Procolo aveva voluto fare un periodo lungo di lutto, anche perché doveva aspettare che la promessa sposa fosse un poco più cresciuta.</div>
<div align="justify">
<p>Quella, invece, aveva approfittato del poco tempo da zita che ancora le restava per mettersi a fare l’amore con un guaglione che si chiamava Giulianiello e che di mestiere faceva il pescatore.</p>
<p>- Cumma’&#8230; uno sfaticato!&#8230; un figlio della Madonna per non dire un figlio di zoccola!- si rammaricava la nonna parlando con le sue comari, &#8211; uno senz’arte né parte, vuje me capite? &#8230; che ha fatto disperare il padre e la madre che se l’erano preso all’Annunziata!</p>
<p>Zi’ Giulianiello, infatti &#8211; e questo per la nonna era una brutta macchia &#8211; era un figlio adottivo, uno di quelli che le famiglie prendevano all’orfanotrofio per rimpiazzarne uno morto e per avere più braccia per faticare.</p>
<p>Nel cuntare la storia della fujùta, quando arrivava al <em>&#8220;figlio della madonna per non dire un figlio di zoccola!&#8221;</em>, la nonna lo diceva a labbra strette e a voce bassa bassa per paura che arrivasse all’improvviso la figlia ‘Ngiulina, che passava tutti i pomeriggi a trovarla. Perchè, a dispetto di ogni evidenza di amore di sua figlia per il marito, lei zi’ Giulianiello non lo poteva proprio soffrire, nonostante che fossero passati quarant’anni da quando una notte si era caricato zi’ ‘Ngiulina nella barca e l’aveva tenuta per mare fino al mattino! Però a sua figlia &#8216;Ngiulina voleva bene assai, e aveva paura che per troppo amore di Giulianiello quella non potesse badare a lei, ormai vecchia, e le facesse fare una brutta fine. Da come la nonna trattava zi&#8217; &#8216;Ngiulina, Maruzzella si era convinta che quella fosse la figlia preferita.  Le pareva che il sogno segreto della nonna Teresina fosse di vivere a casa di zi&#8217; &#8216;Ngiulina e che, per colpa del brutto carattere da figlio della Madonna di zi&#8217; Giulianiello,  non si potesse realizzare.</p>
<p>-Vi hanno fatto quest’affronto, cummara Teresina!-, rispondevano con la faccia appesa le amiche della nonna, per consolarla.</p>
<p>Però, pensava Maruzzella, grazie a quell’affronto zi’ ‘Ngiulina si era risparmiata un matrimonio sfortunato: era ancora viva, teneva tanti figli e stava fresca e tosta, mentre zi’ Maria e zi’ Assuntina erano morte subito dopo aver sposato quel brav’uomo di zi’ Procolo!</p>
<p>*</p>
<p>Per il fatto di aver avuto lo stesso marito, i ritratti di zi’ Assuntina e di zi’ Maria appesi alla parete stavano tutti e due insieme nella stessa cornice. Anche al camposanto le loro foto stavano vicine, e le ossa si facevano compagnia e si spartivano il posto.</p>
<p>La nicchia l’aveva comprata zi’ Assunta come ultimo regalo per la nipote che portava il suo stesso nome; e Teresina, che era la madre carnale della morta, non aveva provato alcun imbarazzo per il regalo: la sua sorella sorda era stata più di una madre per Assuntina, visto che se l’era cresciuta in casa e le aveva fornito la maggior parte della dote. La morte le aveva portato via ’u ciore chiù bello, più che una figlia, cuntava zi’Assunta con nostalgia quand’era già vecchia. La morte di quella figlia-nipote, diceva, l’aveva segnata più dell’abbandono del marito, zi’ Luigino, quello che da giovane la chiamava Vucchella e che poi si era innamorato perdutamente di una bottiglia al punto da dover essere cacciato di casa.<br />
E comunque, spiegava Vicienzo rispondendo alle numerose domande di Maruzzella in proposito, anche se avesse provato vergogna di dover ricorrere alla sorella per dare una nicchia alle due figlie morte, la nonna a quel tempo non teneva soldi per comprare loculi al camposanto.</p>
<p>Non teneva manco gli occhi per piangere, aggiungeva immancabilmente Luisa per &#8216;pungere&#8217; Vicienzo, quando in casa si parlava di quelle storie. Perché, un paio d’anni dopo il lutto di Assuntina, la nonna Teresina aveva avuto un altro schianto, e teneva ‘Ngiulina da maritare in fretta, dopo che se n’era fujùta con Giulianiello. E, nel dire della cognata fujùta, la mamma di Maruzzella faceva sempre una faccia così schifata che Vicienzo, che alla sorella più piccola voleva un bene da pazzi, metteva la lingua tra i denti e pigliava l’aria di chi vuole uccidere la moglie.</p>
</div>
<br />Filed under: <a href='http://mariellatafuto.wordpress.com/category/racconti/'>Racconti</a>  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/mariellatafuto.wordpress.com/296/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/mariellatafuto.wordpress.com/296/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/mariellatafuto.wordpress.com/296/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/mariellatafuto.wordpress.com/296/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/mariellatafuto.wordpress.com/296/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/mariellatafuto.wordpress.com/296/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/mariellatafuto.wordpress.com/296/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/mariellatafuto.wordpress.com/296/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/mariellatafuto.wordpress.com/296/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/mariellatafuto.wordpress.com/296/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/mariellatafuto.wordpress.com/296/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/mariellatafuto.wordpress.com/296/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/mariellatafuto.wordpress.com/296/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/mariellatafuto.wordpress.com/296/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=mariellatafuto.wordpress.com&amp;blog=15946458&amp;post=296&amp;subd=mariellatafuto&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://mariellatafuto.wordpress.com/2012/02/04/6-le-due-mogli-di-zio-procolo-e-la-terza-mancata/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
	
		<media:content url="http://1.gravatar.com/avatar/5a12eee33562ca8cc4ce2ebf660a23c6?s=96&#38;d=identicon&#38;r=G" medium="image">
			<media:title type="html">mariellatafuto</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>5. Ognuno nasce con un nome già scritto addosso.</title>
		<link>http://mariellatafuto.wordpress.com/2012/01/13/5_sarachelle/</link>
		<comments>http://mariellatafuto.wordpress.com/2012/01/13/5_sarachelle/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 13 Jan 2012 19:06:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mariella tafuto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Racconti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://mariellatafuto.wordpress.com/?p=270</guid>
		<description><![CDATA[Ognuno nasce con un nome già scritto addosso, pure se non lo sa.  Vicienzo, il Sarachiéllo morto nella grande guerra, si chiamava come suo nonno, il padre di suo padre. Le sue quattro sorelle si chiamavano come altre femmine della famiglia: le prime a nascere, Teresina e Assunta, avevano avuto per destino il nome della [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=mariellatafuto.wordpress.com&amp;blog=15946458&amp;post=270&amp;subd=mariellatafuto&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div align="justify">
<p><em>Ognuno nasce con un nome già scritto addosso, pure se non lo sa. </em></p>
<p><em> Vicienzo, il Sarachiéllo morto nella grande guerra, si chiamava come suo nonno, il padre di suo padre. Le sue quattro sorelle si chiamavano come altre femmine della famiglia: le prime a nascere, Teresina e Assunta, avevano avuto per destino il nome della nonna paterna e di quella materna. Poi era stata la volta di Filumena e Nannina. </em></p>
<p><em>I figli nati dopo l’assegnazione dei nomi dei nonni, si pigliavano i nomi che avanzavano: quelli di prozie, prozii, zie, zii, persino fratelli e sorelle morti troppo presto e di cui si voleva mantenere vivo il ricordo. Zi’ Filumena si chiamava come una sorella del padre morta di tifo a quindici anni; zi’ Nannina aveva preso il nome di una sorella di sua madre morta di difterite a sette anni.</em></p>
<p><em>Maruzzella lo aveva saputo spiando a zi’ Assunta, la Sarachèlla che parlava più di tutte pure se non la capiva nessuno.</em></p>
<p><em>-E io, come chi mi chiamo? – le aveva spiato una volta la nennella presa da un brutto presentimento.</em></p>
<p><em>-Comm’ a zìeta Maria, la sorella di tuo padre. E’ morta giovane, appena sposata, teneva 23 anni ed era bella e rispustèra comm’a tte.</em></p>
<p><em>-Ih che bellu regalo, il nome dei morti!- aveva esclamato Maruzzella. E zi’ Assunta si era fatta una risatella, come per dire “E che vvuo’ fa’, è accussì…”</em></p>
<p><em> Ma oltre al nome, ognuno era destinato a portare un contranome, un nomignolo che lo identificasse per la parentela, l’aspetto fisico e il carattere. E lì pure c’entrava molto il destino, ma non in modo scientifico come per l’assegnazione del nome. </em></p>
<p><em>Il contranome si guadagnava con la vita, non veniva assegnato alla nascita. Da giovani, i figli maschi prendevano il contranome del padre, le femmine quello della madre. E ogni bambino veniva riconosciuto dicendo: “’u figlio ‘i Capadaglio: Capadagliello” “‘a figlia d’a Zellosa: ‘a Zellusèlla”. Poi però, man mano che cresceva e si faceva la sua vita, ciascuno si poteva guadagnare un contranome personale a seconda del suo aspetto, del suo carattere o del mestiere che faceva. Le sorelle Sarachélle erano un caso a parte, perché avevano ereditato il contranome dal padre, e solo perché era morto Vicienzo e non c’era nessun altro a cui Giovanni Sarachiéllo lo potesse trasmettere. E lo avevano mantenuto per tutta la vita, perché  pareva pittare una natura di femmine fuchère, e addosso a lloro stava proprio bene. Solo zi’ Assunta si era guadagnata un contranome aggiunto, e dalle sorelle veniva chiamata “Turdeja” perché aveva avuto in sorte non solo di essere nata fuchèra, ma pure di diventare sorda. Era, delle sorelle, quella che si distingueva su tutte, perché di contranomi ne aveva due. Questa, almeno, era l&#8217;idea di Maruzzella. Perché a zi&#8217; Assunta voleva più bene che a tutte le vecchie di famiglia.</em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em></em>Tutta la casa della nonna stava dentro un’unica stanza che prendeva luce dalla porta d’ingresso e da una finestra che si apriva sulla stessa parete. Accanto alla finestra c’erano una piccola credenza e un fornello a gas a due fuochi. Serviva solo a fare il caffè  e un poco di latte la mattina, e in inverno pure a bollire l’acqua per riempire le borse di gomma per scaldare il sonno, perchè il braciere da solo non bastava a tenere fuori dal letto il freddo dell&#8217;inverno.</p>
<p>Il piatto cucinato alle Sarachèlle glielo portavano a turno Luisa, mamma di Maruzzella e nuora di Teresina, e ‘Ngiulina, l’unica delle due figlie della nonna che abitasse nel vicolo.</p>
<p>Sulle altre pareti c’erano il letto grande, diviso dalla nonna e da zi’ Assunta, e i due lettini dove dormivano Teresa e sua cugina Filomena, le due nipoti ventenni che la notte si tenevano compagnia per vincere la paura di dover fare compagnia a due vecchie con un piede nella fossa.</p>
<p>Ai piedi del letto c’era una cassapanca di legno tarlato e, al centro della stanza, un tavolo quadrato dove Maruzzella faceva i compiti di scuola.</p>
<p>Quella casa, nella fantasia della bambina,  era piena di cunti che aspettavano di essere trovati, e a lei piaceva cercarli pure quando era diventata più grande e aveva imparato a leggere le storie scritte sui libri di scuola.</p>
<p>*</p>
<p>Sulla parete di fronte alla porta ci stavano le fotografie incorniciate di tutte le buonanime di famiglia. Del marito della nonna c’era un bel ritratto di quand’era giovanotto. Teneva un paio di baffoni scuri e una faccia da attore del cinema. Accanto ce n’era un altro di lui da vecchio, con i capelli candidi come la scorza dell’aglio nuovo. Era per via di quei capelli bianchi che di contranome faceva Capadàglio.</p>
<p>Solo quando parlava di lui, la nonna pareva ancora viva: l’occhio morto smetteva di lacrimare, e l’altro perdeva tutta l’acqua che lo appannava e si accendeva di verde cupo.</p>
<p>Al nonno fin da giovane era sempre piaciuto andare ad assistere agli spettacoli dei pupàri, e la nonna cuntava che conosceva a memoria tutte le storie dei cavalieri di Francia. Davanti alla famiglia riunita a tavola per il pranzo della domenica, Capadàglio cuntava sempre di Rolando, di Can’ ‘i Macanza e di Ginèvra, ma solo dopo essersi scolato un paio di bicchieri di vino rosso; e la nonna diceva che era uno spasso sentirlo quando stava un poco stonato. Perché un’altra cosa che gli era sempre piaciuta era il vino. A parte questo, e un mezzo toscano a giornata, non teneva vizi, e campava soltanto per la famiglia.</p>
<p>Il nonno si chiamava Leonardo di nome, ma la nonna lo chiamava sempre col contranome. Era morto da molti anni, nel sonno, quando ancora non era troppo vecchio e teneva molte storie da cuntare.</p>
<p>La sera prima di morire era contento, a tavola si era fatto una bella cantata e aveva pazziato tutto il tempo coi figli e con la moglie. Era andato a dormire un poco fatto a vvino, com’era già successo cento altre volte, e nessuno se n’era dato pensiero. Quando beveva un bicchiere di troppo, cuntava il papà a Maruzzella, il nonno se ne andava a dormire e non dava fastidio a nessuno, e quando si svegliava era tale e quale al giorno prima, con le due guance rosse e i capelli bianchi e i baffi bianchi come la scorza d’aglio. Solo che la mattina dopo la cantata non si era più svegliato. Così, all’improvviso, senza essere stato mai malato.</p>
<p>Quando sentiva suo padre o la nonna Sarachèlla parlare di Capadàglio, Maruzzella pensava che era un peccato non avere potuto conoscere quel nonno: si era persa tutte le storie dei pupi, mannaggia al vino e a chi lo aveva inventato!</p>
</div>
<br />Filed under: <a href='http://mariellatafuto.wordpress.com/category/racconti/'>Racconti</a>  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/mariellatafuto.wordpress.com/270/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/mariellatafuto.wordpress.com/270/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/mariellatafuto.wordpress.com/270/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/mariellatafuto.wordpress.com/270/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/mariellatafuto.wordpress.com/270/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/mariellatafuto.wordpress.com/270/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/mariellatafuto.wordpress.com/270/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/mariellatafuto.wordpress.com/270/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/mariellatafuto.wordpress.com/270/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/mariellatafuto.wordpress.com/270/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/mariellatafuto.wordpress.com/270/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/mariellatafuto.wordpress.com/270/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/mariellatafuto.wordpress.com/270/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/mariellatafuto.wordpress.com/270/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=mariellatafuto.wordpress.com&amp;blog=15946458&amp;post=270&amp;subd=mariellatafuto&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://mariellatafuto.wordpress.com/2012/01/13/5_sarachelle/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
	
		<media:content url="http://1.gravatar.com/avatar/5a12eee33562ca8cc4ce2ebf660a23c6?s=96&#38;d=identicon&#38;r=G" medium="image">
			<media:title type="html">mariellatafuto</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>4. Il nome di Vicienzo lo vede, il mare.</title>
		<link>http://mariellatafuto.wordpress.com/2012/01/08/4_il-nome-di-vicienzo-lo-vede-il-mare/</link>
		<comments>http://mariellatafuto.wordpress.com/2012/01/08/4_il-nome-di-vicienzo-lo-vede-il-mare/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 08 Jan 2012 10:31:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mariella tafuto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Racconti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://mariellatafuto.wordpress.com/?p=258</guid>
		<description><![CDATA[-Zi’ Filumè’….ma pecché ve chiammeno Sarachèlla? -Eh, pecché….T&#8217;avess&#8217; &#8216;a cuntà&#8217; &#8216;na storia longa, Maruzzè’…Ma tu nun tieni suonno? E mammeta, comm’è ca nun te chiamma ancora? -E’ andata dalla cummara Adelina a vedere la puntata alla televisione. -E sòreta grossa addò’ sta? -Sta facendo cumpagnia a ‘Ngelinella &#8230; Angelinella era la sorella più piccola di [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=mariellatafuto.wordpress.com&amp;blog=15946458&amp;post=258&amp;subd=mariellatafuto&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div align="justify">-Zi’ Filumè’….ma pecché ve chiammeno Sarachèlla?<br />
-Eh, pecché….T&#8217;avess&#8217; &#8216;a cuntà&#8217; &#8216;na storia longa, Maruzzè’…Ma tu nun tieni suonno? E mammeta, comm’è ca nun te chiamma ancora?<br />
-E’ andata dalla cummara Adelina a vedere la puntata alla televisione.<br />
-E sòreta grossa addò’ sta?<br />
-Sta facendo cumpagnia a ‘Ngelinella &#8230;</div>
<div align="justify"></div>
<div align="justify">Angelinella era la sorella più piccola di Maruzzella, e per dormire voleva ancora la compagnia di Teresa, la sorella più grande. La quale, dopo avere addormentato Angelina a furia di chiacchiere, se ne andava pure lei a dormire.<br />
A casa non c’era posto per tutti e, per avere un letto, Teresa dormiva a casa della nonna, dove teneva compagnia pure a zi’ Assunta. Le due Sarachèlle, rimaste sole, vivevano insieme in una stanza che si affacciava su un cortiletto nascosto del vicolo, ed erano troppo vecchie per dormire senza la compagnia di qualcuno.<br />
Teresa, la nipote maggiore, faceva compagnia alle vecchie; era quello il suo dovere, pensava Maruzzella…</div>
<div align="justify">Ma, a Teresa, chi faceva compagnia? E a lei stessa?</div>
<div align="justify">Se lo chiedeva, ma già sapeva come rispondersi. Sua sorella grande teneva la compagnia della cugina Filomena, la figlia di zi&#8217; &#8216;Ngiulina, che aveva la sua stessa età e pur&#8217;essa dormiva dalla nonna Teresina. E poi teneva Bolero, il giornale che comprava tutte le settimane, e leggendo leggendo si addomentava e magari si sognava pure di essere una diva del cinema.<br />
In quanto a lei, a dormire ci andava da sola quando gli occhi le si chiudevano. E per compagnia teneva &#8216;Ngelinella &#8211; che però una volta che si era addormentata era meglio che non la svegliavi, sennò quella si metteva a piangere perché voleva la mamma &#8211; e le storie che si faceva cuntare.<br />
Tanto Luisa, sua madre, prima delle dieci e mezzo e la fine della puntata non si ritirava a casa, malata com’era della televisione e degli inciuci della commara Adelina.</div>
<div align="justify">
<p>*</p>
<p>- Le sorelle Sarachèlle, accussì vi chiammano&#8230;<br />
- Tenevamo pure un fratello maschio, lo sai, Maruzzè’? Era l’ultimo nato, dopo quattro femmine. Si chiamava Vicienzo, come tuo padre.<br />
- E dove sta ora?<br />
- E’ morto quando teneva vent’anni.<br />
- Allora pure sòrema Teresa mòre?<br />
- Neh Madonna, e perché!?<br />
- Tiene pur’essa vent’anni.<br />
- Vicienzo non è morto perché teneva vent’anni, Maruzzè’…<br />
- E allora perché? Era malato?<br />
- No, stava benissimo. Faceva il pescatore con nostro padre, Sarachiéllo.<br />
- Pur’isso, tuo fratello, se chiamava Sarachiéllo?<br />
- Era figlio di Sarachiéllo, perciò… Però è morto quando ancora lo chiamavano soltanto Vicienzo.<br />
- E come è morto?<br />
- E’ partito soldato quando c’era la grande guerra. Dopo due anni, un giorno venne a casa nostra Pascale Per&#8217;i puorche, il messo comunale. Quello compariva solo per dare le brutte notizie, come infatti portò una carta dove stava scritto che Vicienzo era morto.</p>
<p>E nel dire così, zi’ Filumena si passò una mano sulla fronte e sentì di avere alcuni semi di pomodoro attaccati alla pelle. Non aveva avuto neppure il tempo di darsi una sciacquata, dopo aver spento il fuoco sotto i bidoni. Per ora, non aveva forza che di godersi il fresco della sera. Si staccò i semi con l’unghia, e per fare questo socchiuse un poco gli occhi, come se così potesse ricordare meglio.</p>
<p>- Mio padre si fece leggere tutta la carta per sapere dov&#8217; era successo e non parlò più con nessuno fino alla fine della guerra. Muto era diventato, per il dispiacere di avere perduto l’unico maschio. Non si faceva capace, e non si fidava più di vedere piangere tutte le femmine che gli erano rimaste. Perciò prese il vizio di andare nella cantina di Ciuffello a bere il vino rosso e a mangiare i sarachièlli sotto sale&#8230;</p>
<p>La voce le tremò, e la vecchia rimase zitta come se non volesse piangere. Prendendo il coraggio a due mani Maruzzella le spiò a bassissima voce:<br />
- … E poi?<br />
- Dopo un anno la guerra finì, e mio padre una mattina si mise il vestito buono e uscì di casa. La sera non tornò, e neanche il giorno dopo. Passò un mese, e così come se n&#8217;era andato una mattina tornò, quando già pensavamo che era morto pure lui. E poi passò tutta la giornata a parlare, a parlare, con noi intorno che ridevamo e piangevamo.<br />
- E che disse il nonno?<br />
- Ci cuntò che era arrivato assai lontano, fino al paese dove il fratello mio era morto. Il mare non ci stava, però c&#8217;erano montagne che si appizzavano nel cielo. E ci stava un bel cimitero, e papà mio cuntò che Vicienzo lì stava fresco, perché d’inverno ci cadeva pure la neve. Voleva fare un poco di compagnia al figlio morto, ci disse, perciò ci aveva messo tanto tempo a tornare. Ma senza mare si sentiva mancare il fiato, e perciò era tornato.<br />
- E mò, Vicienzo Sarachiéllo dove sta?<br />
- E chi lo sa, Maruzzè’… Al tempo di Mussolini, il podestà fece fare un monumento per i soldati che erano morti in guerra. Sta ancora là dove lo fecero, sotto il ponte del Rione Terra. E sopra il marmo, in alto, insieme a tanti altri nomi ci sta scritto pure quello suo: Vincenzo Sozio.<br />
Così cuntarono a mia madre, e così confermò a mio padre Totorre lo scrivano: perché a casa nostra non sapeva leggere nessuno, e papà mio gli aveva spiato di controllare se era vero che sul marmo ci stava pure Vicienzo. Quando ti fai più grande e vai a scuola, devi per forza passare di là. E quando impari a leggere, vai a vedere se lo trovi, Maruzzè’&#8230;</p>
<p>E la zia janàra le sorrise, ma teneva gli occhi pieni di lacrime e la voce di chi sta facendo per davvero.</p>
<p>*</p>
<p>La neve era bella, però pure fredda assai, pensava Maruzzella quella sera prima di dormire ricordando l&#8217;unica nevicata a cui aveva assistito nel corso della sua breve vita. Ma un paese senza mare non lo aveva mai visto. L&#8217;unico che conosceva, oltre al suo, era Napoli. E pure a Napoli, nonostante che era lontana e ammuinata, il mare ci stava. Lo aveva visto guardando dal pulman che andava alla riviera di Chiaia, dov&#8217;era l&#8217;ospedale in cui Luisa la portava a fare le cure per la paralisi.<br />
Chissà com&#8217;era un paese senza mare, si chiedeva Maruzzella. Ma, anche sforzandosi, non riusciva ad immaginarlo. E chissà come si era sentito Vicienzo a morire in un posto senza mare, e così lontano dal vicolo, che ci voleva tempo per andare e tornare. Lei pensava che doveva essere stato brutto, però chissà &#8230;<br />
Meno male che il suo nome era rimasto scritto in alto, sul monumento sotto al ponte del Rione Terra!<br />
Da lì, il mare si vedeva benissimo…</p>
<p><img class="aligncenter" title="Il monumento ai caduti della Grande Guerra in una cartolina d'epoca" src="http://images-01.delcampe-static.net/img_large/auction/000/149/595/330_001.jpg" alt="" width="542" height="391" /></p>
</div>
<br />Filed under: <a href='http://mariellatafuto.wordpress.com/category/racconti/'>Racconti</a>  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/mariellatafuto.wordpress.com/258/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/mariellatafuto.wordpress.com/258/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/mariellatafuto.wordpress.com/258/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/mariellatafuto.wordpress.com/258/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/mariellatafuto.wordpress.com/258/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/mariellatafuto.wordpress.com/258/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/mariellatafuto.wordpress.com/258/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/mariellatafuto.wordpress.com/258/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/mariellatafuto.wordpress.com/258/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/mariellatafuto.wordpress.com/258/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/mariellatafuto.wordpress.com/258/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/mariellatafuto.wordpress.com/258/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/mariellatafuto.wordpress.com/258/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/mariellatafuto.wordpress.com/258/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=mariellatafuto.wordpress.com&amp;blog=15946458&amp;post=258&amp;subd=mariellatafuto&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://mariellatafuto.wordpress.com/2012/01/08/4_il-nome-di-vicienzo-lo-vede-il-mare/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
	
		<media:content url="http://1.gravatar.com/avatar/5a12eee33562ca8cc4ce2ebf660a23c6?s=96&#38;d=identicon&#38;r=G" medium="image">
			<media:title type="html">mariellatafuto</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://images-01.delcampe-static.net/img_large/auction/000/149/595/330_001.jpg" medium="image">
			<media:title type="html">Il monumento ai caduti della Grande Guerra in una cartolina d&#039;epoca</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>3. Zi&#8217; Filumena, Sarachèlla coi baffi</title>
		<link>http://mariellatafuto.wordpress.com/2012/01/06/3_le-sarachelle/</link>
		<comments>http://mariellatafuto.wordpress.com/2012/01/06/3_le-sarachelle/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 06 Jan 2012 11:44:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mariella tafuto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Racconti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://mariellatafuto.wordpress.com/?p=240</guid>
		<description><![CDATA[Zi&#8217; Filumena, la più giovane delle tre sorelle, era secca come una mazza di scopa e stizzosa come una janàra. Come aggiunta, teneva pure i baffi! Pur non avendo avuto figli da Gennarino, che l&#8217;aveva lasciata vedova da almeno dieci anni, zi&#8217; Filumena non era sola. Si era infatti cresciuta -come fosse figlia sua- Mamèla, [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=mariellatafuto.wordpress.com&amp;blog=15946458&amp;post=240&amp;subd=mariellatafuto&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter" title="Le conserve di pomodoro. Zi' Filumena è la vecchia sulla sinistra dell'immagine." src="http://farm2.staticflickr.com/1302/926850358_c364c0fece.jpg" alt="" width="370" height="243" /></p>
<div align="justify">Zi&#8217; Filumena, la più giovane delle tre sorelle, era secca come una mazza di scopa e stizzosa come una janàra. Come aggiunta, teneva pure i baffi!<br />
Pur non avendo avuto figli da Gennarino, che l&#8217;aveva lasciata vedova da almeno dieci anni, zi&#8217; Filumena non era sola. Si era infatti cresciuta -come fosse figlia sua- Mamèla, una delle figlie di sua sorella Teresina. E, prima di morire a soli quarant&#8217;anni, Mamèla le aveva sfornato dieci pronipoti, tre dei quali femmine, che la veneravano come fosse la nonna carnale.Maruzzella non ricordava zi&#8217; Gennarino, che era morto quando lei era appena nata. Zi&#8217; Mamèla, invece, che era la sorella di suo padre, aveva fatto in tempo a conoscerla e a volerle bene perché era morta da un paio di anni, quando lei ne aveva già quattro. Di zia Mamèla ricordava che era bella, con un neo scuro sulla guancia e i capelli raccolti in grosse trecce legate intorno alla testa come una corona; che si era ammalata e poi era morta, e che tutti piangevano al suo funerale; e che Annuccella, sua compagna di giochi nonché sorella cugina, era rimasta senza mamma a soli tre anni.</p>
<p>La morte di suo marito zi&#8217; Filumena l&#8217;aveva digerita, e diceva che perdere zi’ Gennarino già vecchio era stato un fatto di natura. Ma il lutto per la morte di sua nipote Mamèla, che era sua figlia anche se non lo era, e che era bella e aveva tanti figli ancora piccoli, lei non lo aveva ancora superato. Non riusciva a perdonare il Padreterno per lo schianto che le aveva riservato e diceva che il dolore le sarebbe rimasto vivo fino alla morte.<br />
Perciò era così stizzosa, pensava Maruzzella ogni tanto. E, nonostante ne avesse paura, le voleva pure un gran bene.<br />
Perché zi&#8217; Mamèla era brava e troppo giovane per morire, e non era giusto che il Padreterno se la fosse presa, ma sopra a tutto perché era la mamma di Annuccella.</p>
<p>*</p>
<p>Una sera di agosto successe il miracolo. Maruzzella prese il coraggio a due mani e spiò pure alla zia janàra il perché e il percome di quel soprannome che era destinata a portare da grande. Prese il discorso un po&#8217; alla larga, per capire che aria tirava.<br />
-&#8217;A zi&#8217;, se sta bbuone cca fora, neh?</p>
<p>La vecchia le fece un sorriso; e sotto i baffi comparvero, nella fessura della bocca, due zanne lunghe lunghe, uniche superstiti della bella dentatura che diceva di avere avuto da zita. A quella vista Maruzzella si fece l&#8217;idea che quella sera la zia teneva il cuore nello zucchero, e tirò un respiro di sollievo. Si disse che forse era stato il fresco della sera a non farla janàra e sgarbata come al solito, e si sarebbe meravigliata se avesse potuto ascoltare i pensieri della vecchia.</p>
<p><em>Nei due giorni precedenti, dall&#8217;alba al tramonto, zi&#8217; Filumena aveva svolto una delle incombenze che toccavano alle donne del vicolo durante la bella stagione: preparare le conserve di pomodoro per la vernata. Anche quell&#8217;anno, a Dio piacendo, aveva impartito gli ordini necessari e organizzato le cose con il massimo scrupolo, e a questo pensava quella sera con una certa soddisfazione. Perché gli anni cominciavano a pesarle, e la paura di non farcela aumentava col diminuire delle forze. Una rapida occhiata ai grandi bidoni di ferro in cui erano state disposte le bottiglie e all&#8217;acqua in cui erano immerse, le aveva fatto capire che tutto era andato bene, e forse pure meglio degli altri anni. L&#8217;acqua ancora fumante era bella pulita, senza traccia di schiuma rossastra: questo significava che le bottiglie erano state ben sistemate dentro i bidoni; che il fuoco di legna era stato acceso, mantenuto costante per ore e poi spento a dovere; che, durante la lunga bollitura, non c&#8217;erano stati botti e che nemmeno un poco di sugo era andato perduto. L&#8217;indomani mattina, all&#8217;alba, le bottiglie sarebbero state tolte dall&#8217;acqua, asciugate e messe al sicuro nello stipo, al buio, dove avrebbero atteso fino a Natale. Dopo di che, fino all&#8217;estate successiva, i figli di Mamèla avrebbero avuto la salsa per il ragù della domenica, e i filetti di pomodoro indispensabili per la carne alla pizzaiola e le minestre di tutti gli altri giorni della settimana. </em></p>
<p>A questo pensava zi&#8217; Filumena, mentre sorrideva a Maruzzella.<br />
Avrebbe potuto chiamare felicità ciò che provava quella sera, al pensiero che la fatica era quasi finita e che poteva finalmente stare seduta a riposarsi un poco e a godersi il fresco della sera.<br />
Zi&#8217; Filumena avvertiva invece solo uno sfondo di contentezza, e la chiamava priézza perché non sapeva cosa fosse la parola felicità.</p>
<p>-Sine, se sta frische- le rispose sistemandosi i ferretti che le tenevano fermo il tuppo dietro la testa.</p>
</div>
<p>*</p>
<br />Filed under: <a href='http://mariellatafuto.wordpress.com/category/racconti/'>Racconti</a>  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/mariellatafuto.wordpress.com/240/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/mariellatafuto.wordpress.com/240/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/mariellatafuto.wordpress.com/240/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/mariellatafuto.wordpress.com/240/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/mariellatafuto.wordpress.com/240/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/mariellatafuto.wordpress.com/240/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/mariellatafuto.wordpress.com/240/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/mariellatafuto.wordpress.com/240/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/mariellatafuto.wordpress.com/240/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/mariellatafuto.wordpress.com/240/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/mariellatafuto.wordpress.com/240/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/mariellatafuto.wordpress.com/240/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/mariellatafuto.wordpress.com/240/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/mariellatafuto.wordpress.com/240/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=mariellatafuto.wordpress.com&amp;blog=15946458&amp;post=240&amp;subd=mariellatafuto&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://mariellatafuto.wordpress.com/2012/01/06/3_le-sarachelle/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>3</slash:comments>
	
		<media:content url="http://1.gravatar.com/avatar/5a12eee33562ca8cc4ce2ebf660a23c6?s=96&#38;d=identicon&#38;r=G" medium="image">
			<media:title type="html">mariellatafuto</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://farm2.staticflickr.com/1302/926850358_c364c0fece.jpg" medium="image">
			<media:title type="html">Le conserve di pomodoro. Zi&#039; Filumena è la vecchia sulla sinistra dell&#039;immagine.</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>2. Zi&#8217; Assunta &#8216;a Turdéja</title>
		<link>http://mariellatafuto.wordpress.com/2011/12/30/le-sarachelle-2-zi-assunta/</link>
		<comments>http://mariellatafuto.wordpress.com/2011/12/30/le-sarachelle-2-zi-assunta/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 30 Dec 2011 16:20:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mariella tafuto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Racconti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://mariellatafuto.wordpress.com/?p=233</guid>
		<description><![CDATA[Zia Assunta, la sorella sorda della nonna, le aveva raccontato invece tutta un&#8217;altra storia a proposito del soprannome di famiglia. -Zi&#8217; Assu&#8217;, pecché ve chiammeno Sarachèlla?- le aveva urlato Maruzzella, parandosi davanti alla prozia sdentata e sillabando lentamente ogni parola, affinché quella potesse leggerle sulle labbra. Maruzzella sapeva che zia Assunta non era nata sorda [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=mariellatafuto.wordpress.com&amp;blog=15946458&amp;post=233&amp;subd=mariellatafuto&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div align="justify">Zia Assunta, la sorella sorda della nonna, le aveva raccontato invece tutta un&#8217;altra storia a proposito del soprannome di famiglia.<br />
-Zi&#8217; Assu&#8217;, pecché ve chiammeno Sarachèlla?- le aveva urlato Maruzzella, parandosi davanti alla prozia sdentata e sillabando lentamente ogni parola, affinché quella potesse leggerle sulle labbra.<br />
Maruzzella sapeva che zia Assunta non era nata sorda e che lo era diventata con la vecchiaia; ignorava però che, dopo molti anni, aveva preso a parlare come i sordi che sono nati così, e soffiano la voce dalla gola. Quel parlare di gola, a lei sembrava espressione di un grande talento naturale, tanto che spesso si provava ad imitarla. La zia emetteva solo suoni gutturali e frasi poco articolate, che però la nennella, a furia di esercitarsi nelle imitazioni, riusciva a interpretare senza sforzo.Secondo la versione di zia Assunta, che nonna Teresina sprezzantemente definiva &#8216;a Turdéja per via della sordità, la gente le chiamava Sarachèlle perché da giovani tenevano il fuoco addosso.<br />
-&#8217;U ffuoco?! E nun v&#8217;appicciava?!<br />
A zi&#8217; Assunta si poteva spiare ogni cosa senza paura, perché rispondeva sempre, e quando non rispondeva si faceva una bella risata senza voce, di quelle che piacevano tanto a Maruzzella perché non le sentiva nessuno, e tutto restava un segreto tra loro due, tra una vecchia e una nennella.</p>
<p>- Sì, ma non era il fuoco del braciere!! Vo&#8217; dicere che quando ero giovane ero tosta e fresca, e me piaceva zi&#8217; Luigino, eheh&#8230;<br />
E zi&#8217; Assunta aveva fatto un gorgoglìo nella gola mentre gli occhi le diventavano piccoli piccoli e le orecchie le scendevano a toccare le spalle, da tanto che si sbatteva, ridendo.<br />
- Ma zi&#8217; Luigino&#8230; pur&#8217;isso ve chiammava Sarachèlla?<br />
- No, zi&#8217; Luigino me chiammava Vucchélla &#8211; aveva risposto la zia con un sospiro &#8211; Io e lui ci volevamo bene assaje. Eh&#8230; stevemo sempre core a core e&#8230; sempre &#8216;ncopp&#8217;u lietto!<br />
E nel dire questo zi&#8217;Assunta le aveva dato un pizzico sulla guancia e poi si era baciata le dita con cui l&#8217;aveva pizzicata.<br />
- E zi&#8217; Luigino me cantava zitto zitto, proprio qua, dentro queste orecchie che mo sono sorde: &#8220;Dammillo, neh dammillo, &#8216;nu vaso piccerillo&#8230; comm&#8217;a chesta vucchélla&#8230;ca pare &#8216;nu sciurillo&#8230;&#8221;</p>
<p>Era stonatissima, aveva pensato Maruzzella senza darlo a vedere, strofinandosi la faccia dove la zia l&#8217;aveva pizzicata. &#8220;Però Vucchélla, è un bel contranome&#8221;, si era detta subito per riprendersi dalla sofferenza provocata dal canto sordo della prozia.</p>
<p>- E vuje?<br />
- E io glielo davo, che putevo fa&#8217;?<br />
- E pure la buonanima di zi&#8217; Nannina?<br />
- Rrefrisco e sullievo, chella sta dentro la pace del padreterno da tanti anni! Che c&#8217;azzecca la buonanima di mia sorella Nannina cu’ mmé e zi&#8217; Luigino!? – si era stupita zi’ Assunta.<br />
- No, volevo dire&#8230; pure a essa ‘a chiammavano Sarachèlla?<br />
- E certo! Era pur&#8217;essa tosta comm&#8217; a mmé, a Filumena e a Teresina. Però teneva sempre il cuore contento, non era cicciuvettola come tua nonna e zi&#8217; Filumena.<br />
- E io pure tengo il fuoco addosso?<br />
- Sine, tu pure&#8230;Tutte le femmine della nostra famiglia sono nate fuchère. E tu tiene &#8216;u stesso carattere d&#8217;‘i Ssarachèlle, pirciò&#8230;&#8217;nu juorno te chiammarraje comm&#8217;a nuje.</p>
<p>E lo aveva detto ridendo e sguasiando, solo di faccia e senza cacciare la voce; perché, a furia di non sentirsi, non sapeva più ridere normale.</p>
<p>*</p>
<p>A Maruzzella sapere di essere candidata ad acquisire il nomignolo di famiglia non aveva fatto molto piacere. Già si vedeva, vecchia vecchia e senza neanche un dente, col fazzoletto a coprire i micci e un occhio solo! Aveva comunque pensato che, dovendo necessariamente trasformarsi in una Sarachèlla, avrebbe preferito diventare come &#8216;a Turdéja, che almeno raccontava le sue storie condendole di sorrisi, scherzi e risate; non come la nonna, che se ne stava sempre tutta ingrugnata.</p>
<p>La nonna mai le aveva detto che il nonno la chiamava Vucchélla, e poi passava tutto il giorno a lamentarsi. Invece, la sola occasione in cui zia Assunta si lamentava era mentre si sudava la sua unica cacata settimanale. Allora &#8211; chiusa nel gabbiotto di legno sul balcone come una carcerata nel suo carcere &#8211; seduta sulla tazza del cesso penava e si spremeva, e si piangeva tutti i morti suoi, che faceva pena a sentirla.<br />
-Anime di tutti i morti miei, aiutatemi!<br />
E preghiere e spremute, spremute e lamenti al cielo, tanto si calmava quando alla fine riusciva a cacciare tutto il durissimo e grandissimo stronzo che si era tenuto nella pancia per una settimana.</p>
<p>La cacata di zi&#8217; Assunta era un vero strazio per tutti: sorelle, nipoti, parenti e vicini. E ognuno nel vicolo pregava i suoi Santi in Paradiso perchè quello strazio finisse, che a sentirla pareva una ciuccia coi dolori del parto. Lei, la Sarachèlla Turdeja, per sua fortuna non si sentiva affatto. Perché è vero che era troppo stitica, ma era pure sorda: così sorda che poteva lamentarsi senza scuorno.</p>
</div>
<p>*</p>
<br />Filed under: <a href='http://mariellatafuto.wordpress.com/category/racconti/'>Racconti</a>  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/mariellatafuto.wordpress.com/233/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/mariellatafuto.wordpress.com/233/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/mariellatafuto.wordpress.com/233/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/mariellatafuto.wordpress.com/233/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/mariellatafuto.wordpress.com/233/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/mariellatafuto.wordpress.com/233/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/mariellatafuto.wordpress.com/233/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/mariellatafuto.wordpress.com/233/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/mariellatafuto.wordpress.com/233/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/mariellatafuto.wordpress.com/233/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/mariellatafuto.wordpress.com/233/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/mariellatafuto.wordpress.com/233/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/mariellatafuto.wordpress.com/233/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/mariellatafuto.wordpress.com/233/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=mariellatafuto.wordpress.com&amp;blog=15946458&amp;post=233&amp;subd=mariellatafuto&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://mariellatafuto.wordpress.com/2011/12/30/le-sarachelle-2-zi-assunta/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>4</slash:comments>
	
		<media:content url="http://1.gravatar.com/avatar/5a12eee33562ca8cc4ce2ebf660a23c6?s=96&#38;d=identicon&#38;r=G" medium="image">
			<media:title type="html">mariellatafuto</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>1. Le sorelle Sarachèlle</title>
		<link>http://mariellatafuto.wordpress.com/2011/12/28/1-le-sarachelle/</link>
		<comments>http://mariellatafuto.wordpress.com/2011/12/28/1-le-sarachelle/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 28 Dec 2011 14:07:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mariella tafuto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Racconti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://mariellatafuto.wordpress.com/?p=207</guid>
		<description><![CDATA[     1. La nonna Teresina, ovvero la Sarachèlla Befana, e le sue sorelle. Fu perché non poteva giocare ad acchiapparello né a singo, e anche perché saltare alla corda era un&#8217;impresa per lei impossibile, che Maruzzella imparò a guardarsi attorno e ad andare a caccia di storie da ascoltare. Quand&#8217;era molto piccola gliele raccontavano la [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=mariellatafuto.wordpress.com&amp;blog=15946458&amp;post=207&amp;subd=mariellatafuto&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>
      <em>1. La nonna Teresina, ovvero la Sarachèlla Befana, e le sue sorelle.<br />
</em></p>
<div align="justify">Fu perché non poteva giocare ad acchiapparello né a singo, e anche perché saltare alla corda era un&#8217;impresa per lei impossibile, che Maruzzella imparò a guardarsi attorno e ad andare a caccia di storie da ascoltare.</p>
<p>Quand&#8217;era molto piccola gliele raccontavano la vecchissima nonna paterna, Teresina, e le di lei altrettanto vecchissime sorelle, zi’ Assunta e zi’ Filumena.</p>
<p>Le tre vecchie, tutte vedove che avevano passato gli ottant’anni, erano conosciute dagli abitanti del vicolo come &#8221; ‘i Ssarachèlle&#8221;. Questo era anche il soprannome di tutte le loro figlie e delle loro nipoti, e solo così le femmine della loro famiglia venivano identificate dalle comari del vicinato.</p>
<p>A Maruzzella le Sarachèlle parevano tre Befane, e la nonna Teresina era secondo lei la più Befana di tutte. Fra le tre, soltanto la nonna portava infatti il fazzoletto annodato sotto il mento che era il marchio della Befana. Lo teneva sempre in testa,  forse per non lasciar vedere i quattro micci bianchi che le erano rimasti. Ma era  la più somigliante alla vecchia strega che portava giocattoli e dolciumi ai bambini nella notte tra il cinque e il sei di gennaio pure perché teneva il naso a pappagallo, la bocca sdentata e un&#8217;espressione arcigna che metteva paura.</p>
<p>Da quando lei ne aveva memoria, la nonna era mezza cecata. Aveva perso chissà quando la vista ad un occhio, e passava le giornate ad asciugarsi quello ancora buono, che stava sempre a lacrimare. &#8220;Proprio come la Befana!&#8221;, pensava Maruzzella quando, scrutandola, scopriva qualche nuovo dettaglio nel volto della vecchia e l&#8217;afferrava il sospetto che la nonna e la strega e fossero la stessa cosa.</p>
<p>&#8220;Noo &#8230; la nonna non può essere la Befana &#8230; &#8220;, si rassicurava subito dopo, &#8221; perché si chiamma Teresina Sarachèlla!&#8221; E questo ragionamento, nella sua mente di bambina, non faceva una piega.</p>
<p>- &#8216;A nò&#8217;,  ma pecché ve chiammano Sarachèlla? &#8211; le aveva domandato un giorno come per caso, per farle credere che quello che le stava spiando non avesse alcuna importanza.</p>
<p>E la nonna le aveva raccontato che le donne di casa sua, compresa la buonanima della quarta sorella, che di nome faceva Nannina ed era morta da oltre trent&#8217;anni, erano figlie di Sarachiéllo, che di mestiere faceva il pescatore e veniva chiamato così perché teneva sempre sete; tanto che, quand&#8217;era a bordo, i suoi compagni di pesca così gli dicevano: <em>&#8220;Bevi, bevi&#8230;ma che t&#8217;aje magnato, &#8216;i ssaràche?!&#8221;</em></p>
<p>- E che c&#8217;azzeccano &#8216;i sarachiélle?- aveva spiato ancora la bimba scordandosi la prudenza.</p>
<p>Perché sapeva che, se la nonna la vedeva troppo appizzata su un argomento, era capace di mettersi paura e di non rispondere. Stranamente, però, quella volta aveva risposto.</p>
<p>- &#8216;I sarachiélle songhe &#8216;i ssaràche piccerelle, chélle ca nisciune s&#8217;accatta, e i piscature invece di buttarle di nuovo a mmare pe&#8217; ffa magna&#8217; &#8216;i ccavìne, se le portavano a casa.</p>
<p>- Embè?- e Maruzzella intanto pensava alle cavìne che restavano a becco asciutto, e quasi le dispiaceva che il padre di sua nonna fosse così poco sensibile alla fame di quei grossi uccelli.</p>
<p>E che miseria, qualche sarachiéllo alle cavìne glielo poteva pure buttare! Quelle sapevano volare in alto,  e quando c&#8217;era vento stavano ferme in altissimo con le ali stese, e si scordavano della terra &#8230; Però, &#8216;nu sarachiéllo ogni tanto, pure lo dovevano mangiare, no?</p>
<p>- Papà se li faceva fare fritti- le aveva cuntato la nonna senza accorgersi del rammarico di Maruzzella -e ce metteva &#8216;ncoppa sale e pepe. E s&#8217;accumpagnava c&#8217;’u ppane niro e cu &#8216;nu bello bicchiere &#8216;i vino! E po&#8217; se jeva a cuccà&#8217;. E quanno ca se scetava, teneva &#8216;na sete, ma &#8216;na sete, c&#8217;accuminciava a bevere, a bevere&#8230;, e a bbuordo &#8216;i cumpagne &#8216;u sfuttevano: <em>&#8220;Sarachié, tu bive assaje!&#8221;</em>&#8230;</p>
<p>E papà mio, ca se chiammava Giuvanne, addivintaje pe&#8217; tutte quante <em>Sarachiéllo!</em></p>
<p>-<em>Ecco qua, ti ho detto tutto!</em> &#8211; sembrava significare il tono conclusivo della nonna.</p>
<p>Però Maruzzella era rimasta con una curiosità insoddisfatta, e senza più ritegno aveva voluto spiare ancora.</p>
<p>- &#8216;A nò&#8217;…  ma …  che se beveva &#8216;u nonno?!</p>
<p>A quel punto, Teresina Sarachèlla aveva tirato fuori all&#8217;improvviso  uno dei suoi malesseri sempre in agguato: aveva detto che le era venuto mal di testa e si era sbarazzata della nipotina con modi spicci.</p>
<p>- Jamme, nenne&#8217;… mò vattenn&#8217; a pazzià&#8217;, ca tenghe &#8216;i cicere arèt&#8217; &#8216;a capa!</p>
<p>*</p>
<p><em><br />
</em></div>
<br />Filed under: <a href='http://mariellatafuto.wordpress.com/category/racconti/'>Racconti</a>  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/mariellatafuto.wordpress.com/207/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/mariellatafuto.wordpress.com/207/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/mariellatafuto.wordpress.com/207/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/mariellatafuto.wordpress.com/207/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/mariellatafuto.wordpress.com/207/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/mariellatafuto.wordpress.com/207/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/mariellatafuto.wordpress.com/207/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/mariellatafuto.wordpress.com/207/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/mariellatafuto.wordpress.com/207/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/mariellatafuto.wordpress.com/207/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/mariellatafuto.wordpress.com/207/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/mariellatafuto.wordpress.com/207/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/mariellatafuto.wordpress.com/207/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/mariellatafuto.wordpress.com/207/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=mariellatafuto.wordpress.com&amp;blog=15946458&amp;post=207&amp;subd=mariellatafuto&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://mariellatafuto.wordpress.com/2011/12/28/1-le-sarachelle/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>4</slash:comments>
	
		<media:content url="http://1.gravatar.com/avatar/5a12eee33562ca8cc4ce2ebf660a23c6?s=96&#38;d=identicon&#38;r=G" medium="image">
			<media:title type="html">mariellatafuto</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Pranzo di Natale</title>
		<link>http://mariellatafuto.wordpress.com/2011/12/25/pranzo-di-natale/</link>
		<comments>http://mariellatafuto.wordpress.com/2011/12/25/pranzo-di-natale/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 25 Dec 2011 00:29:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mariella tafuto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Poesia]]></category>
		<category><![CDATA[Natale]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://mariellatafuto.wordpress.com/?p=201</guid>
		<description><![CDATA[Siamo tutti qui, i presenti e gli altri: quelli che più non sono o sono altrove. Gli assenti più dei presenti seduti a tavola. Filed under: Poesia Tagged: Natale<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=mariellatafuto.wordpress.com&amp;blog=15946458&amp;post=201&amp;subd=mariellatafuto&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><a href="http://mariellatafuto.files.wordpress.com/2011/12/famiglia-3.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-205" title="Famiglia (3)" src="http://mariellatafuto.files.wordpress.com/2011/12/famiglia-3.jpg?w=300&#038;h=257" alt="" width="300" height="257" /></a></p>
<p><em>Siamo tutti qui,</em><br />
<em> i presenti e gli altri:</em><br />
<em> quelli che più non sono</em><br />
<em> o sono altrove.</em></p>
<p><em>Gli assenti più dei presenti</em><br />
<em> seduti a tavola.</em></p>
<br />Filed under: <a href='http://mariellatafuto.wordpress.com/category/poesia/'>Poesia</a> Tagged: <a href='http://mariellatafuto.wordpress.com/tag/natale/'>Natale</a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/mariellatafuto.wordpress.com/201/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/mariellatafuto.wordpress.com/201/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/mariellatafuto.wordpress.com/201/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/mariellatafuto.wordpress.com/201/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/mariellatafuto.wordpress.com/201/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/mariellatafuto.wordpress.com/201/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/mariellatafuto.wordpress.com/201/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/mariellatafuto.wordpress.com/201/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/mariellatafuto.wordpress.com/201/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/mariellatafuto.wordpress.com/201/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/mariellatafuto.wordpress.com/201/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/mariellatafuto.wordpress.com/201/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/mariellatafuto.wordpress.com/201/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/mariellatafuto.wordpress.com/201/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=mariellatafuto.wordpress.com&amp;blog=15946458&amp;post=201&amp;subd=mariellatafuto&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://mariellatafuto.wordpress.com/2011/12/25/pranzo-di-natale/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
	
		<media:content url="http://1.gravatar.com/avatar/5a12eee33562ca8cc4ce2ebf660a23c6?s=96&#38;d=identicon&#38;r=G" medium="image">
			<media:title type="html">mariellatafuto</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://mariellatafuto.files.wordpress.com/2011/12/famiglia-3.jpg?w=300" medium="image">
			<media:title type="html">Famiglia (3)</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Ballata per Gina</title>
		<link>http://mariellatafuto.wordpress.com/2011/12/09/ballata-per-gina/</link>
		<comments>http://mariellatafuto.wordpress.com/2011/12/09/ballata-per-gina/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 09 Dec 2011 20:00:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mariella tafuto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Poesia]]></category>
		<category><![CDATA[Amore]]></category>
		<category><![CDATA[ballate]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://mariellatafuto.wordpress.com/?p=179</guid>
		<description><![CDATA[Allora presero la Gina, che in fondo era solo una puttana, ma era la mia donna da sempre, dalla vita di prima e le squarciarono il ventre con un colpo deciso, poi le sputarono in faccia e la cucirono tutta con spine di rosa e lei lei si lasciò fare ogni cosa ogni cosa E [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=mariellatafuto.wordpress.com&amp;blog=15946458&amp;post=179&amp;subd=mariellatafuto&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright" src="http://farm1.staticflickr.com/144/336545917_29731f7d17.jpg" alt="" width="182" height="243" /></p>
<p>Allora presero la Gina, che in fondo<br />
era solo una puttana, ma era la mia donna<br />
da sempre, dalla vita di prima</p>
<p>e le squarciarono il ventre con un colpo<br />
deciso, poi le sputarono in faccia<br />
e la cucirono tutta con spine di rosa<br />
e lei</p>
<p>lei si lasciò fare ogni cosa<br />
ogni cosa</p>
<p>E mentre la uccidevano si mise a pensare<br />
a come sarebbe stato bello arrivare a Natale<br />
impacchettare i suoi sogni<br />
metterli sotto un abete<br />
e disporre i pastori nel presepe<br />
Ci avrebbe messo pure Pulcinella<br />
seduto sulla botte, pensò che brutto<br />
morire stanotte<br />
che non è ancora inverno<br />
e non ho ancora trovato<br />
un biglietto d’amore tra i sogni<br />
e le bollette scadute.<br />
Ci vuole tanto tempo prima che fiocchi la neve<br />
e avevo teso le braccia, volevo volare<br />
volare una volta ancora, provare…</p>
<p>Questo pensò la Gina mentre moriva<br />
e me lo disse di notte quando già dormivo<br />
e non sapevo di lei, del suo sangue versato<br />
del suo sguardo incredulo, del vestito macchiato<br />
di quel piccolo sasso che stringeva in pugno<br />
ed era amore per me, che ero sempre via<br />
il suo amore per me che non c’ero da troppo<br />
e dormivo, e nulla di nulla sapevo</p>
<p>E dopo quei bastardi la lasciarono a terra<br />
nuda e già dissanguata, e se fossero accorsi<br />
i gendarmi, più presto, non sarebbe finita<br />
perché faceva caldo in quella strana estate<br />
che lei poteva cambiar vita e invece no</p>
<p>Ed è così che è andata signor commissario<br />
non mi porti in galera<br />
perché io Gina l’amavo, l’amavo<br />
ma non c’ero da troppo, davvero.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>dall&#8217;elenco delle cose postate su &#8220;Apostrofo&#8221; (www.apostrofo.com) ricavo questo dato:</p>
<p>Titolo: Ballata per Gina<br />
Data: 2/4/2005, 15:59</p>
<div class="mceTemp"></div>
<br />Filed under: <a href='http://mariellatafuto.wordpress.com/category/poesia/'>Poesia</a> Tagged: <a href='http://mariellatafuto.wordpress.com/tag/amore/'>Amore</a>, <a href='http://mariellatafuto.wordpress.com/tag/ballate/'>ballate</a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/mariellatafuto.wordpress.com/179/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/mariellatafuto.wordpress.com/179/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/mariellatafuto.wordpress.com/179/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/mariellatafuto.wordpress.com/179/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/mariellatafuto.wordpress.com/179/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/mariellatafuto.wordpress.com/179/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/mariellatafuto.wordpress.com/179/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/mariellatafuto.wordpress.com/179/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/mariellatafuto.wordpress.com/179/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/mariellatafuto.wordpress.com/179/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/mariellatafuto.wordpress.com/179/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/mariellatafuto.wordpress.com/179/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/mariellatafuto.wordpress.com/179/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/mariellatafuto.wordpress.com/179/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=mariellatafuto.wordpress.com&amp;blog=15946458&amp;post=179&amp;subd=mariellatafuto&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://mariellatafuto.wordpress.com/2011/12/09/ballata-per-gina/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>7</slash:comments>
	
		<media:content url="http://1.gravatar.com/avatar/5a12eee33562ca8cc4ce2ebf660a23c6?s=96&#38;d=identicon&#38;r=G" medium="image">
			<media:title type="html">mariellatafuto</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://farm1.staticflickr.com/144/336545917_29731f7d17.jpg" medium="image" />
	</item>
		<item>
		<title>Femmina come una foglia</title>
		<link>http://mariellatafuto.wordpress.com/2011/12/04/femmina-come-una-foglia/</link>
		<comments>http://mariellatafuto.wordpress.com/2011/12/04/femmina-come-una-foglia/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 04 Dec 2011 00:02:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mariella tafuto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Poesia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://mariellatafuto.wordpress.com/?p=123</guid>
		<description><![CDATA[&#160; (21 gennaio 2010) Filed under: Poesia<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=mariellatafuto.wordpress.com&amp;blog=15946458&amp;post=123&amp;subd=mariellatafuto&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<span class='embed-youtube' style='text-align:center; display: block;'><iframe class='youtube-player' type='text/html' width='420' height='315' src='http://www.youtube.com/embed/KdVbHJgvwoM?version=3&amp;rel=1&amp;fs=1&amp;showsearch=0&amp;showinfo=1&amp;iv_load_policy=1&amp;wmode=transparent' frameborder='0'></iframe></span>
<p>&nbsp;</p>
<p>(21 gennaio 2010)</p>
<br />Filed under: <a href='http://mariellatafuto.wordpress.com/category/poesia/'>Poesia</a>  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/mariellatafuto.wordpress.com/123/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/mariellatafuto.wordpress.com/123/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/mariellatafuto.wordpress.com/123/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/mariellatafuto.wordpress.com/123/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/mariellatafuto.wordpress.com/123/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/mariellatafuto.wordpress.com/123/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/mariellatafuto.wordpress.com/123/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/mariellatafuto.wordpress.com/123/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/mariellatafuto.wordpress.com/123/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/mariellatafuto.wordpress.com/123/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/mariellatafuto.wordpress.com/123/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/mariellatafuto.wordpress.com/123/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/mariellatafuto.wordpress.com/123/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/mariellatafuto.wordpress.com/123/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=mariellatafuto.wordpress.com&amp;blog=15946458&amp;post=123&amp;subd=mariellatafuto&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://mariellatafuto.wordpress.com/2011/12/04/femmina-come-una-foglia/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
	
		<media:content url="http://1.gravatar.com/avatar/5a12eee33562ca8cc4ce2ebf660a23c6?s=96&#38;d=identicon&#38;r=G" medium="image">
			<media:title type="html">mariellatafuto</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Notturno</title>
		<link>http://mariellatafuto.wordpress.com/2010/11/03/notturno/</link>
		<comments>http://mariellatafuto.wordpress.com/2010/11/03/notturno/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 03 Nov 2010 17:40:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mariella tafuto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diario]]></category>
		<category><![CDATA[Poesia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://mariellatafuto.wordpress.com/?p=45</guid>
		<description><![CDATA[&#160; &#160; &#160; Voglio pensare che invento uno sbadiglio Finché non smetto di scompaginare i sogni posso guardare il letto e dirgli di aspettare. Tanto sta sempre fisso alla parete &#8211; il letto - indifferente a tutto. Finché non finisco le sigarette, posso sempre fumare, e voglio. Posso annodare gli occhi a questo buio che [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=mariellatafuto.wordpress.com&amp;blog=15946458&amp;post=45&amp;subd=mariellatafuto&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Voglio pensare che invento uno sbadiglio</em></p>
<p>Finché non smetto di scompaginare i sogni<br />
posso guardare il letto e dirgli di aspettare.<br />
Tanto sta sempre fisso alla parete &#8211; il letto<br />
- indifferente a tutto. Finché non finisco<br />
le sigarette, posso sempre fumare, e voglio.<br />
Posso annodare gli occhi a questo buio<br />
che non conosce l’alba. Finché immobile<br />
aspetto, posso fasciare il pianto col silenzio.</p>
<p><em>serro questo dolore nel dolore</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<br />Filed under: <a href='http://mariellatafuto.wordpress.com/category/diario/'>Diario</a>, <a href='http://mariellatafuto.wordpress.com/category/poesia/'>Poesia</a>  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/mariellatafuto.wordpress.com/45/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/mariellatafuto.wordpress.com/45/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/mariellatafuto.wordpress.com/45/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/mariellatafuto.wordpress.com/45/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/mariellatafuto.wordpress.com/45/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/mariellatafuto.wordpress.com/45/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/mariellatafuto.wordpress.com/45/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/mariellatafuto.wordpress.com/45/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/mariellatafuto.wordpress.com/45/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/mariellatafuto.wordpress.com/45/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/mariellatafuto.wordpress.com/45/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/mariellatafuto.wordpress.com/45/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/mariellatafuto.wordpress.com/45/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/mariellatafuto.wordpress.com/45/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=mariellatafuto.wordpress.com&amp;blog=15946458&amp;post=45&amp;subd=mariellatafuto&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://mariellatafuto.wordpress.com/2010/11/03/notturno/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
	
		<media:content url="http://1.gravatar.com/avatar/5a12eee33562ca8cc4ce2ebf660a23c6?s=96&#38;d=identicon&#38;r=G" medium="image">
			<media:title type="html">mariellatafuto</media:title>
		</media:content>
	</item>
	</channel>
</rss>
