Ballata per Gina

Allora presero la Gina, che in fondo
era solo una puttana, ma era la mia donna
da sempre, dalla vita di prima

e le squarciarono il ventre con un colpo
deciso, poi le sputarono in faccia
e la cucirono tutta con spine di rosa
e lei

lei si lasciò fare ogni cosa
ogni cosa

E mentre la uccidevano si mise a pensare
a come sarebbe stato bello arrivare a Natale
impacchettare i suoi sogni
metterli sotto un abete
e disporre i pastori nel presepe
Ci avrebbe messo pure Pulcinella
seduto sulla botte, pensò che brutto
morire stanotte
che non è ancora inverno
e non ho ancora trovato
un biglietto d’amore tra i sogni
e le bollette scadute.
Ci vuole tanto tempo prima che fiocchi la neve
e avevo teso le braccia, volevo volare
volare una volta ancora, provare…

Questo pensò la Gina mentre moriva
e me lo disse di notte quando già dormivo
e non sapevo di lei, del suo sangue versato
del suo sguardo incredulo, del vestito macchiato
di quel piccolo sasso che stringeva in pugno
ed era amore per me, che ero sempre via
il suo amore per me che non c’ero da troppo
e dormivo, e nulla di nulla sapevo

E dopo quei bastardi la lasciarono a terra
nuda e già dissanguata, e se fossero accorsi
i gendarmi, più presto, non sarebbe finita
perché faceva caldo in quella strana estate
che lei poteva cambiar vita e invece no

Ed è così che è andata signor commissario
non mi porti in galera
perché io Gina l’amavo, l’amavo
ma non c’ero da troppo, davvero.

 

 

 

dall’elenco delle cose postate su “Apostrofo” (www.apostrofo.com) ricavo questo dato:

Titolo: Ballata per Gina
Data: 2/4/2005, 15:59

Posta un commento o usa questo indirizzo per il trackback.

Commenti

  • mitedora  On 10 dicembre 2011 at 3:31 AM

    Eccoti, ti ritrovo e qui sei bellissima, come sempre. / Dori /

  • fscapellegrino  On 10 dicembre 2011 at 1:38 PM

    non si può dimenticare questa poesia

  • 00chicca00  On 11 dicembre 2011 at 9:26 AM

    io me la ricordo su apostrofo, come mi ricordo di te,
    è sempre una meraviglia!
    chicca

  • De Feo Francesco Gerardo  On 11 dicembre 2011 at 10:47 AM

    Tinte forti, scalpellate in parole e versi.
    Ci ho pensato; il quadro è inequivocabile.
    il protagonista è un protettore di donne che “fanno la vita”.
    Il mondo che vi è correlato apparentemente è fatto, nei piani alti, di lustrini&bon ton&cocaine; nei bassifondi, di amore&rispetto&disciplina&”; nella terra di mezzo; c’è il sexy&drugs&rock’nroll.
    Di esempi di lenoni, (meglio sarebbe parlare di banda di lenoni) che, partecipazione o meno, fanno ammazzare la protetta; ce ne sono moltissimi.

    Senza che il dettaglio fosse palesemente dichiarato ed esplicito, ho intrattenuto una corrispondenza con una di esse. Ma quella giocava un doppio ruolo in commedia. Viveva, e credo ancora che viva, in una bolla
    Epistolare

  • ancorapoesia  On 11 dicembre 2011 at 9:18 PM

    dico anch’io che è una meraviglia.
    non si può non amarla, la tua poesia.

  • Marcovaldo  On 12 dicembre 2011 at 6:43 PM

    Che brutto morire a Natale. Proprio nei giorni in cui si vorrebbe stare con qualcuno a scaldarsi e a ridere e a mangiare noci. E magari aprire un biglietto con su scritto ti amo.

  • cino720  On 12 dicembre 2011 at 7:54 PM

    ogni volta che la leggo, le parole mi si attaccano alle dita.
    cino

Lascia un Commento

Fill in your details below or click an icon to log in:

Logo WordPress.com

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Modifica )

Foto Twitter

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Modifica )

Foto di Facebook

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Modifica )

Connecting to %s

Follow

Get every new post delivered to your Inbox.